Il parroco di Gaza: vi racconto come si vive senza luce e senza acqua

Padre Mario Da Silva commenta con Vatican New la situazione nella città di Gaza. "Non ci sono soldi, non c'è lavoro. E la gente non può neppure andarlo a cercarlo altrove. Siamo esausti"

Bimbi cristiani a Gaza City

Bimbi cristiani a Gaza City

globalist 16 maggio 2018

Padre Mario Da Silva, missionario dell'Istituto del Verbo Incarnato, è il parroco della comunità latina della "Sacra Famiglia" a Gaza. E' allarmato e preoccupatissimo. Dice: "A Gaza città la tensione è palpabile e la pauraè che la situazione possa ulteriormente degenerare: siamo sulla strada del conflitto, forse tra una settimana qui scoppierà una guerra". Il sacerdote commenta con Vatican News le parole e la preghiera del Papa per la pace in Terra Santa e Medio Oriente, all'udienza generale, e spiega che col proprio appello Francesco ha portato "l'attenzione su quello che stiamo vivendo ed è questo - aggiunge - ciò di cui abbiamo bisogno ora: fare in modo che il mondo possa vedere le ingiustizie e la violenza che accadono qui a Gaza, affinché finiscano". Gli ultimi "sono stati giorni difficilissimi e - aggiunge il parroco di Gaza - ancora lo sono, perché abbiamo paura che ci sia nuova violenza lì alla frontiera. Questa violenza e queste manifestazioni sono state 'portate', perché qui a Gaza stiamo vivendo veramente una situazione drammatica. Non c'è acqua potabile, non c'è elettricità, non c'è lavoro per la gente. Il 44% della popolazione non ha lavoro e non ha la libertà di andare a cercarlo altrove. Il governo locale non ha soldi per pagare i propri dipendenti. La miseria è molto grande. La gente è stanca di tutto questo e quindi manifesta". Proprio a proposito delle proteste scoppiate in coincidenza con l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme e per il giorno della Nakba, padre Mario pensa che "tutte queste occasioni siano state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La gente ha manifestato non solo per questo, ma anche per la situazione che stiamo vivendo qui".