La Turchia vuole mano libera contro i curdi: rapporti con gli Usa vicini alla rottura

Il ministro degli Esteri di Ankara: "forniscono armi ai curdi in Siria". E minaccia un'operazione militare a Manbij

La guerra ad Afrin

La guerra ad Afrin

globalist 13 marzo 2018

Alta tensione nei rapporti tra la Turchia di Erdogan e gli Stati Uniti di Donald Trump. Le relazioni fra i due Paesei sono vicine "al punto di rottura". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, nel corso di una lezione all'Istituto per le relazioni internazionali di Mosca. Cavusoglu ha inoltre sottolineato come gli Usa abbiamo "recentemente fornito armi ai curdi siriani".
Ma non è tutto. Le accuse del ministro degli Esteri turco arrivano mentre è in corso l'assedio finale ad Afrin e alla vigilia dell'incontro con il suo omologo americano, Rex Tillerson, in programma lunedì prossimo sulla presenza americana nella città di Manbij.
Erdogan punta ad un accordo sul ritiro delle milizie dell'Ypg da Manbij, dove stazionano anche le forze americane. La città strategica, a ovest del fiume Eufrate, era stata liberata dall'occupazione dello stato islamico dai curdi e dagli americani, che poi sono rimasti nell'area. Un problema per la Turchia e i suoi piani militari.
Così il ministro degli Esteri ha sottolineato che Ankara si aspetta un completo ritiro dei curdi e un successivo controllo congiunto con Washington della sicurezza di Manbij, oltre che la riconsegna delle armi fornite dagli Usa ai curdi. "Se non si raggiungerà un accordo - ha detto Cavusoglu - la Turchia è pronta a procedere militarmente in modo unilaterale".