Tillerson licenziato: inadeguato ed acquiescente, la diplomazia Usa lo giudica così

L'ex segretario di Stato ha accettato i tagli al Dipartimento di Stato senza protestare, mostrandosi impreparato nell'affrontare i delicati dossier della politica estera americana e le sortite di Trump

Rex Tillerson

Rex Tillerson

Diego Minuti 13 marzo 2018

"Il presidente Trump ha dimostrato ancora una volta di essere il Comandante nel caos": forse nelle parole del senatore democratico del New Jersey, Robert Menendez (non un Carneade: è il capofila del partito in seno alla commissione Esteri della Camera alta), sta il senso di quanto sta accadendo a Washington, dove la decisione di Trump di liquidare Rex Tillerson è arrivata meno inattesa di quanto si possa pensare, guardando dall'esterno quel che anima, quotidiamente la Casa Bianca, ma anche il Dipartimento di Stato, dove l'ex segretario era rimasto un corpo estraneo, lontano dalle logiche della diplomazia.
Menendez non ha scelto scorciatoie nell'attaccare Trump non tanto per la decisione, quanto per il clima che ha creato dentro e fuori la Casa Biaca, dentro e fuori la ristretta cerchia di quelli che dovrebbero essergli fedeli.
"Il presidente Trump - ha detto il senatore del Nw Jersey - non ha mai capito il ruolo critico svolto dal Dipartimento di Stato nel definire i nostri valori e promuovere i nostri interessi all'estero, o nel far avanzare la nostra sicurezza nazionale e nel mantenere il popolo americano al sicuro. Il suo costante tintinnio di sciabola e le sue proteste verbali contro la diplomazia, i nostri alleati e i nostri valori hanno infine indebolito la leadership americana sul palcoscenico globale".
Di fatto, in poche righe , l'esponente democratico ha reso palese il pensiero della maggior parte dei membri del Congresso, cui - al di là dell'appartenenza partita - questo presidente che decide tutto da solo, nel chiuso delle sue stanze, coni pollici a pigiare parossisticamente sui tasti del suo cellulare per lasciare alla storia le sue ormai mitiche sparate, comincia seriamente a provocare preoccupazioni.
Tillerson non è stato però un capro espiatorio o, per dirlo in modo più chiaro, una vittima innocente dell'ego straripante di Trump perchè ha mostrao sin dall'iniio la sua inadeguatezza per un ruolo reso ancora più difficile dai repentini cambi d'umori del suo ''capo''. L'ormai ex segretario di Stato non ha mai saputo lasciare la sua impronta nella diplomazia americana, mostrando per intero la sua impreparazione per un ruolo in cui si deve avere una visione d'insieme e, soprattutto, si devono intuire le mosse delle controparti e, se sono ostili agli Stati Uniti, prevenirle e neutralizzarle. Il suo passaggio al dipartimento di Stato diventerà, tra breve, uno sbiadito ricordo. Al pari, ha detto l'ex ambasciatore Eric Edelman, di un altro dirigente aziendale come Tillerson, chiamato a guidare la doplomazia americana, Edward Stettinius (si parla delle presidenze Roosevelt e Truman) , che si dimostrò un totale fallimento.
Per Edelman, Tllerson "sarà degno di nota soprattutto per il danno arrecato alla piattaforma diplomatica statunitense nel mondo a causa della sua acquiescenza nei grotteschi tagli al budget imposti da Mulvaney (direttore dell'Ufficio della gestione e del bilancio degli Stati Uniti, ndr) e dall'emorragia assoluta di diplomatici di alto livello. Ci vorranno dai 15 ai 20 anni per riprendersi dalla sua gestione irresponsabile". Parole durissime, forse troppo per chi è stato catapultato al vertice di un settore delictissimo senza avere la necessaria esperienza. Per Dennis Ross, ex negoziatore per il Medio Oriente, ci voleva ben altro, al dipartimento di Stato, che un Tillerson incapace di arginare la deriva messaggistica impressa da Trump alla politica estera, che lo delegittimava quotidianamente. Poi Tillerson ci ha messo anche del suo, come sottolinea lo stesso Ross, parlando al Washington Post.
''Una cosa che avrebbe dovuto essere in grado di risolvere era l'imbroglio tra i sauditi, gli Emirati e il Qatar. Qui ha tentato e fallito e ha commesso un errore cardinale nel processo (di mediazione, ndr): si è presentato nella regione cercando di negoziare l'accordo senza aver già fatto tutto in anticipo. Era la sua prima vera incursione nella risoluzione del conflitto e aveva bisogno di riuscire, non di mostrare un fallimento ".
Un altro veterano del Dipartimento di Stato, Max Bergmann, affonda il coltello definendolo il ''candidato al titolo di peggior Seegretario di Stato della Storia'' anche per la sua idea che un settore delicatissimo cona la diplomazia americana potesse essere gestito come un business. ''Nel suo breve incarico - ha detto Bergmann - ha trovato il modo di infliggere danni durevoli al corpo diplomatico e alla diplomazia americana ".