Trump il razzista: "Basta gente da posti di m... come Haiti e l'Africa"

Il presidente spera per l'America solo immigrati dalla Norvegia. Sconcerto tra l'uditorio, repubblicani e democratici della Camera, davanti all'ennesima sortita di Trump

Trump

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Diego Minuti 12 gennaio 2018

Una delle regole auree del giornalismo anglosassone - ed americano in particolare - è che ciascuna notizia, specialmente se delicata, prima di potere essere pubblicata deve avere più conferme. Come fecero conoscere al mondo intero Bob Woodward e Carl Bernstein, con il loro ''Tutti gli uomini del presidente'', sulla genesi del Watergate che provocò le dimissioni di Richard Nixon. E lo stesso deve essere accaduto quando sono cominciate a trapelare le prime indiscrezioni su un incontro sulle tematiche dell'immigrazine che si è svolto, alla Casa Bianca, tra il presidente Trump ed un gruppo di parlamentari, sia repubblicani che democratici. Indiscrezioni che riferivano di un Trump scatenato che, nel bel mezzo della discussione, ha chiarito il suo pensiero definendo 'shithole' - cessi, sostantivo plurale, non verbo.... - San Salvador, Haiti ed altri Paesi africani, da cui non vorrebbe arrivasse nessuno in America sotto ''forma'' di immigrato.  A chi, giornalista, è stata riferita questa definizione è venuto il dubbio di una evidente manipolazione mirata a danneggiare l'immagine del presidente. Ma, per dovere professionale, s'è andato a cercare conferme da altri partecipanti all'incontro e tutti hanno concordato nel riferire la medesima definizione, 'shithole', che la dice lunga sull'uomo e forse anche di più sulla statura di grande statista di cui si accredita.
Il dossier dell'immigrazione in America è delicatissimo e su di esso si sta giocando una battaglia durissima, fatta di annunci, ricatti, gesti e minacce. Ma mai si era giunti a sentire il presidente degli Stati Uniti parlare con tale volgarità e rozzezza di altri Paesi dove la sopravvivenza è il vero problema, non la caccia all'elettorato bianco e più conservatore che anima le mosse di Trump.
E per evitare d'essere frainteso, Trump ha spiegato che vorrebbe sì degli immigrati, ma dalla Norvegia che evidentemente, nel suo cervello, può diventare una sorta di ''Paese fattoria'' dove far nascere e crescere soggetti da ''importare'' negli Stati Uiti a seconda delle necessità del mercato del lavoro. Quando i contenuti e la tracimante oratoria del presidente sono cominciati a trapelare, qualcuno alla Casa Bianca ha cercato di porre riparo ai primi e durissimi commenti. Ma, come si dice dalle nostre parti, il rimedio è stato peggiore del male. "Alcuni politici a Washington scelgono di combattere per Paesi stranieri, ma il presidente combatterà sempre per gli americani", ha detto il viceportavoce, Raj Shah. "Come altri Paesi che hanno un sistema dell'immigrazione basato sul merito, il presidente si batte per una soluzione permanente che rafforzi il Paese dando il benvenuto a coloro che possono contribuire alla nostra società e far crescere la nostra economia".
Quindi, se abbiamo capito bene, gli Stati Uniti si avviano a chiudere le porte ai rifugiati politici ed a quelli umanitari se non possono ''contribuire alla società'' e ''far crescere l'economia''.
Una sola domanda: ma qualcuno, alla Casa Bianca, ha letto la Costituzione e, soprattutto, ha ancora a cuore lo spirito dei Padri fondatori?