L'Onu accusa la Ue: "L'accordo con la Libia è disumano"

L'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani punta il dito contro le condizioni che i migranti sono costretti ad affrontare nei centri di detenzione in Libia.

Lager libico

Lager libico

globalist 14 novembre 2017

L'Onu accusa l'Unione europea per l'accordo di collaborazione con la Libia mirato a fermare gli arrivi di migranti in Europa. La politica Ue di assistere la guardia costiera libica per intercettare nel Mediterraneo e riportare indietro i migranti è "disumana", denuncia l'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein, che punta il dito contro le condizioni che i migranti sono costretti ad affrontare nei centri di detenzione in Libia. "Orrori inimmaginabili" che hanno scioccato gli osservatori Onu, i quali dall'1 al 6 novembre hanno visitato a Tripoli quattro centri di detenzione per migranti, strutture gestite dal dipartimento per la lotta all'immigrazione illegale (Dcim) che dipende dal ministero dell'Interno libico. Il messaggio delle Nazioni unite è chiaro: "Non possiamo essere testimoni silenti della schiavitù moderna, di stupri e altre violenze sessuali, di uccisioni fuori legge nel nome della gestione dell'immigrazione e dell'evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell'Europa".