La Libia restituisce a Tunisi un bimbo: era finito in prigione dopo la morte dei genitori legati all'Isis

Almeno altri trenta bambini, dai 3 ai 12 anni, si trovano nelle carceri libiche. Per loro si lavora ad una soluzione diplomatica.

Il nonno materno di Tamim Jaboudi

Il nonno materno di Tamim Jaboudi

globalist 12 ottobre 2017

E' finita, dopo oltre un anno, l'odissea di un bimbo di tre anni che, dopo la morte dei genitori, entrambi foreingh fighters morti nell'attacco aereo a Sabrata condotto dagli Stati Uniti, è rimasto da solo nella prigione di Mitiga, non distante da Tripoli,  una prigione libico, assistito solo da una detenuta del suo settore, una donna affiliata all'Isis, la moglie di Noureddin Chouchan, uno degli attentatori del Bardo. Una sorte che condivideva con un'altra trentina di bambini - di età compresa tra i tre ed i dodici anni - che si trovano tuttora nelle sue stesse condizioni, dopo la morte dei genitori, legati alle milizie dell'Isis.
Il bambino, Tamim Jendoubi, a conclusione di una intesa attività diplomatica tra le autorità tunisine e libiche, è stato rimpatriato nel Paese dei genitori su mandato denl procuratore generale di Tripoli. Ora il Ministero degli Esteri di Tunisi, dopo averlo preso in carico, lo consegnerà al nonno materno, Faouzi Trabelsi. 


L'ipmp, che da mesi cercava di riavere con sè il nipotino, dice che la figlia Samah aveva conosciuto e sposato un giovane, loro vicino di casa, adottando il velo integrale. Poi erano partiti verso la Turchia. ''Quando la sentivo al telefono, non mi diceva mai nulla di dove fosse, né di che cosa facesse. Il marito le aveva ordinato di non dare dettagli…». Faouzi Trabelsi non sa dove Tamim  sia nato, in Siria, a Mosul; forse in Iraq, a Raqqa. «I suoi genitori sono tornati in Tunisia solo per qualche settimana, poi sono partiti per la Libia. E ci sono rimasti».
I bambini tunisini ancora nelle carceri libiche si trovani reclusi con la madre o, come nel caso di Tamim, da soli, se orfani di entrambi i genitori.


La Tunisia è stata i serbatoio più ricco per l'arruolamento dei foreingh fighters, i combattenti andati in Siria, Irak e Libia nelle milizie del Califfato. Da tempo, dopo le ripetute sconfitte subite sul campo, i miliziani tunisini stanno cercando di rientrare nel Paese.