Cartolina da Sabrata, dove i migranti sono in fila verso l'inferno

La città costiera libica è uno dei principali punti di partenza per i barconi. Centri di detenzione lager e barconi fatti partire come ricatto e rappresaglia

Migranti in fila a Sabrata

Migranti in fila a Sabrata

globalist 9 ottobre 2017

Vessati, derubati, torturati. Merce di scambio per torbidi affati: l'Unsmil, la missione dell'Onu di supporto in Libia ha fatto sapere che "circa 4.000 migranti" che venivano tenuti in "numerosi centri di detenzione informali" a Sabrata sono stati "trasferiti in un hangar della zona di Dahman" della stessa città costiera libica situata circa 80 km a ovest di Tripoli.
Il trasferimento è avvenuto in seguito alle settimane di scontri fra milizie avvenuti a Sabrata, "il principale punto di partenza di imbarcazioni di migranti" che cercano di raggiungere l'Europa.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazionali unite (Oim), "sta fornendo assistenza d'emergenza".
L'annuncio dell'Unsmil fa riferimento a quanto sostenuto da una delle milizie vincitrici degli scontri - 'Sala operativa per la lotta all'Isis' - la quale aveva segnalato che migliaia migranti (appunto oltre 4.000) erano rimasti intrappolati a Sabrata e aveva denunciato che le milizie sconfitte li stavano ammassando per metterli su barconi diretti in Europa.
Nessuna umanità per i migranti