Una donna per la pace: Beatrice Fihn l'eroina della lotta alle armi nucleari

Svedese, 37 anni e due lauree: è lei l'anima dell'Ican che ha vinto il premio Nobel

Beatrice Fihn

Beatrice Fihn

globalist 6 ottobre 2017

Una vita da attivista, ha studiato a Stoccolma relazioni internazionali e legge a Londra. Come chiunque si occupi di pace è visionaria, determinata, ottimista. 


Quando le hanno comunicato che il premio Nobel era stato assegnato all'Ican pensava fosse un scherzo ed è rimasta incredula finché non ha sentito il nome della «sua» organizzazione, Ican, pronunciato dal Comitato di Oslo che assegnava il Nobel per la Pace 2017.


Si chiama Beatrice Fihn e da anni è a capo di questo consorzio di almeno 468 ong impegnate in oltre cento Paesi. Sogna un mondo senza armi nucleari ma resta con i piedi per terra. Non vive tra le nuvole. Ripete da sempre che "Le armi nucleari sono vecchie, sono strumenti del passato non adeguate ai tempi e alle nuove sfide: cambiamento climatico, terrorismo, criminalità organizzata". E la storia inizia a darle ragione. 
A luglio all'Onu è passato il trattato che vieta le armi nucleari. "Dopo l'approvazione del trattato ho passato la serata a festeggiare con gli amici di Ican in un bar, a bere Coca Cola e mangiare patatine, cercando disperatamente di rimanere sveglia". 


Fihn crede che già dichiarare le armi nucleari illegali aiuterà a stigmatizzarle: "Per gli Stati sarà sempre più difficile giustificarle". 
"Continuare a basare la propria sicurezza sulle armi atomiche è un atteggiamento inaccettabile. Stiamo cercando di mandare forti segnali a chi ha queste armi, Corea del Nord, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, India e Pakistan: è inaccettabile la minaccia di uccidere civili".
Del presidente degli Stati Uniti e del suo modo di relazionarsi al nucleare dice "Donald trump è un imbecille" in un tweet due giorni fa.


Ecco il suo appello ai Paesi perché vietino ora le armi atomiche: «E' un momento di grande tensione nel mondo, mentre dichiarazioni di fuoco rischiano di condurci facilmente, inesorabilmente verso un orrore indicibile. Lo spettro di un conflitto nucleare si aggira di nuovo nel mondo. Se c'è un momento in cui le nazioni devono dichiarare la loro opposizione senza equivoci alle armi nucleari, questo momento è ora».