In Azerbaigian ondata di arresti contro gay e transessuali: 60 fermati

Formalmente, in Azerbaigian non ci sono leggi che perseguono gay e Lgtb ma il paese è classificato, dall'indice Ilga-Europe Rainbow, come il peggiore in cui vivere in Europa per un gay

Retata anti-gay in Azerbaigian

Retata anti-gay in Azerbaigian

globalist 28 settembre 2017

Non è facile essere gay in moltissime parti del mondo. Comprese le repubbliche ex societiche oltre alla Russia: c'è stata un'ondata di arresti contro esponenti della comunità Lgbt a Baku, dove negli ultimi dieci giorni almeno 60 persone, fra gay, transessuali o presunti tali, sono state arrestate, secondo quanto denunciano attivisti azeri citati dal Guardian. "Ci sono state diverse campagne contro personeLgbt in precedenza ma questa è molto più ampia, con operazioni sistematiche ed estese", ha spiegato l'avvocato Samed Rahilimi, che coordina la difesa di molti degli arrestati, almeno uno dei quali è stato picchiato in carcere.
Molti degli arrestati sono stati condannati a 20 giorni di prigione o sanzionati, con l'accusa di aver opposto resistenza alla polizia, "una accusa comune in Azerbaigian per arresti arbitrari". Formalmente, in Azerbaigian non ci sono leggi che perseguono le persone con orientamenti sessuali diversi, ma il paese è classificato, dall'indice compilato da Ilga-Europe Rainbow, come il peggiore in cui vivere in Europa per un gay.
Il portavoce del ministero degli Interni Eskhan Zakhidov, ha spiegato all'agenzia Apa che "gli arresti colpiscono persone che dimostrano mancanza di rispetto per gli altri, infastidiscono concittadini con il loro comportamento e anche portatori di malattie infettive, a giudizio della polizia o delle autorità sanitarie, non minoranze sessuali".