Sud Africa: accusato di corruzione, questa volta Jacob Zuma rischia grosso

La corte suprema di Bloemfontein dovrò valutare un fascicolo relativo ad una maxi-commessa per armamenti. Il presidente sudafricano sempre uscito indenne dalle prcedenti inchieste

Jacob Zuma

Jacob Zuma

globalist 14 settembre 2017

Da oggi e per due giorni la Corte Suprema d'Appello di Bloemfontein - tradizionale capitale giudiziaria del Sud Africa - studierà l'incartamento che contiene le accuse di corruzione mosse al presidente Jacob Zuma in relazione ad un ricco contratto del settore degli armamenti.
Non è la prima volta che il controverso statista è inseguito dalle accuse, ma, secondo alcuni osservatori, questa volta il suo decennale ''regno'' (il  mandato presidenziale scade nel 2019) potrebbe essere realmente a rischio.
L'inchiesta riguarda fatti che risalgono a 18 anni fa quando il governo di Pretoria firmò con diverse società il suo più grande contratto di armamenti dopo la caduta dell'apartheid nel 1994. L'ammontare era equivalente a 4,2 miliardi di euro. I primi sospetti che la commessa fosse inquinata dalla corruzione emersero subito e si appuntarono su Schabir Shaik, consulente finanziario del vicepresidente del tempo, appunto Jacob Zuma. Nel 2005, Shaik è stato condannato a 15 anni di carcere, mentre la classe dirigente del Paese era dilaniata d accuse e sospetti incrociati, peraltro mai giunti in un'aula di giustizia per la totale assenza di prove.
Jacob Zuma, tallonato da sospetti, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento in questa ed in altre vicende di presunta corruzione, guadagnandosi il soprannome di 'presidente Teflon', perché le accuse gli scivolavano come nelle famose padelle.


Con un'eccezione. L'anno scorso è stato costretto a rimborsare parte dell'ammontare dei lavori per la sicurezza della sua residenza privata a Nkandla pagati con fondi pubblici (circa 500.000 euro su un totale di spese per 20 milioni).