Il bacio di gioia e di dolore del rifugiato ai figli rinchiusi in gabbia

Lui si chiama Ammar Hammasho e vive a Cipro, dopo tanto tempo ha ritrovato i figli che però sono in un campo e da lì non si possono muovere

Foto di Yiannis Kourtoglou per l'agenzia Reuters

Foto di Yiannis Kourtoglou per l'agenzia Reuters

globalist 11 settembre 2017

Brutta la guerra. Bisognerebbe farsela raccontare da chi l'ha vissuta e ne conosce il dolore, la paura e perfino l'odore.
Ammar Hammasho è siriano che vive a Cipro. Anche lui lontano dalla famiglia costretta a vivere in una terra dove c'è morte e distruzione.
Ma Ammar ha avuto una grande gioia: aver potuto rivedere i suoi figli vivi. Piccoli fuggiti dalla Siria e, attraverso un tortuoso cammino, arrivati fino al campo dei rifugiati di  Kokkinotrimithia, nei dintorni di Nicosia.


Ma nessun abbraccio. La gioia di averli ritrovati sani e salvi mista al dolore di un padre a cui è negato l'abbraccio. Per ora i piccoli sono ingabbiati nel campo e non si possono muovere.
Speriamo non sia lontano il giorno in cui staranno tutti insieme. Speriamo. Ma non accadrà così presto