Trovato il corpo di Salvador Adame, il giornalista messicano rapito a maggio

L'uomo era direttore di Canale 6 a Nueva Italia: aveva ricevuto molte minacce di morte. L'ennesimo cronista assassinato

Una manifestazione in Messico per chiedere la liberazione di Salvador Adame

Una manifestazione in Messico per chiedere la liberazione di Salvador Adame

globalist 26 giugno 2017

Della sua storia Globalist aveva già scritto lo scorso maggio. Già allora si era capito che era inutile sperare. E purtroppo così è stato: il corpo di Salvador Adame, il giornalista messicano rapito oltre un mese fa nello Stato di Michoacan, nell'Ovest del Messico, è stato ritrovato non lontano dal luogo del sequestro: lo ha annunciato il procuratore locale. E' il sesto reporter ucciso nel Paese dall'inizio del 2017.
"Le analisi del Dna hanno permesso di provare che i resti corrispondono a Salvador Adame", proprietario di una televisione locale, preso in ostaggio da sconosciuti il 18 maggio scorso, ha dichiarato il procuratore di Michoacan, José Martin Godoy.
Adame, direttore di Canale 6 a Nueva Italia, era stato rapito da un gruppo armato nella notte da un commando che l'aveva costrutto a uscire dalla sua auto per farlo salire su un'altra per poi sparire.
Una scena alla quale avevano assistito diversi testimoni.
Un sequesto avvenuto nonostante il giornalista avesse smesso da un po' di tempo di scrivere articoli sui fatti di violenza e criminalità per paura di rappresaglie, visto che il Michoacan è uno degli stati più colpiti dai cartelli criminali.
Tuttavia la famiglia di Adame ha confermato di aver ricevuto minacce anonime. Le autorità avevano imposto un imbarazzato silenzio. Ufficialmente per non ostacolare una eventuale richiesta di riscatto. In realtà alcune autorità messicane vogliono il silenzio. Per questo i giornalisti sono tra le vittime preferite.