Estesa la permanenza della 'stanza gonfiabile' sulla Iss

La Nasa proroga la vita tecnica del modulo abitativo espandibile per future applicazioni commerciali. L'astronauta Esa Paolo Nespoli insieme all'equipaggio lavora all'interno del modulo per ampliarne le capacità

Il modulo Beam - Bigelow Expandable Activity Module

Il modulo Beam - Bigelow Expandable Activity Module

Beam, il modulo ‘espandibile’ realizzato dalla compagnia americana Bigelow, rimarrà ancora operativo sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), per fornire ulteriori dati sulle prestazioni degli habitat espandibili e per consentire nuove dimostrazioni tecnologiche. La Nasa ha esteso la collaborazione con la Bigelow Aerospace prorogando la vita tecnica della prima stanza commercial privata e il suo uso futuro sia come deposito merci a bordo della Iss che per le future applicazioni commerciali. Questo nuovo contratto, iniziato a novembre, avrà una durata minima di tre anni,  con ulteriori possibilità di estensione, entrambe della durata di un anno. L’obiettivo della ‘stanza gonfiabile’ è capire se questo genere di tecnologia può effettivamente essere funzionale per le abitazioni spaziali future. Nel frattempo l’astronauta dell'Esa Paolo Nespoli -  impegnato nella missione Vita dell'Asi - insieme agli altri membri dell’Expedition 53, è all'opera per ampliare le capacità di Beam e per definirne il volume di stivaggio.



Lo spazio all'interno del modulo può contenere fino a 130 Cargo Transfer Bags di materiale in orbita, con un volume di 0,53 metri cubi ciascuno. L'utilizzo a lungo termine di Beam consentirà alla Nasa e alla Bigelow di raccogliere ulteriori dati sull’integrità strutturale del modulo e la sua resistenza alle radiazioni cosmiche, alle sollecitazioni termiche, alla crescita microbica e agli impatti esterni con possibili detriti, che consentiranno di progredire nella comprensione della tecnologia degli habitat spaziali espandibili in bassa orbita terrestre, in vista di future missioni di esplorazione umana. Studi iniziali hanno dimostrato infatti come i materiali e le strutture espandibili possono essere utilizzati nell’ambiente spaziale con la stessa efficienza dei materiali metallici. Inoltre, utilizzando Beam come ‘magazzino’ per lo stivaggio permetterà di liberare spazio in altri moduli della stazione per la ricerca.


Beam - acronimo di Bigelow Expandable Activity Module - è stato trasportato lo scorso 8 aprile dalla capsula Dragon di Space X e dopo essere attraccato con successo la settimana successiva grazie all’intervento del braccio robotico Canadarm2 è stato poi sistemato nel Tranquility Node della Iss. Ed è qui che si è trasformato in una stanza, ‘visitata’ dai membri dell’equipaggio ben 13 volte dalla sua entrata in operatività. La partnership  pubblico-privato tra Nasa e Bigelow sostiene l'obiettivo dell’agenzia di sviluppare le capacità di sopravvivenza nello spazio profondo per missioni umane oltre l'orbita terrestre, promuovendo al contempo le capacità commerciali per le applicazioni non governative, per stimolare la crescita dell'economia spaziale.