La 'casa' orbitante al completo

Il nuovo trio di astronauti è arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale

L'arrivo della Soyuz MS-06 sulla Stazione Spaziale Internazionale

L'arrivo della Soyuz MS-06 sulla Stazione Spaziale Internazionale

Ilaria Marciano 13 settembre 2017Globalscience

Nuovi ‘inquilini’ sulla Iss. Dopo sei ore di volo a bordo della ‘nave’ spaziale Soyuz MS-06, il trio dell’Expedition 53-54 Mark Vande Hei e Joe Acaba della Nasa e Alexander Misurkin di Roscosmos sono arrivati sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove porteranno avanti importanti ricerche scientifiche. La partenza è avvenuta ieri dal Cosmodromo di Baikonur alle ore 23:17 ora italiana. I tre astronauti si uniranno ai membri dell’Expedition 53, Randy Bresnik della Nasa, Sergey Ryazanskiy di Roscosmos e Paolo Nespoli dell’Esa, attualmente in orbita, e trascorreranno più di quattro mesi a bordo della stazione. L’obiettivo sarà quello di condurre circa 250 indagini scientifiche nel campo della biologia, scienza della terra, ricerca umana, scienze fisiche e sviluppo tecnologico.


Bresnik, Ryazanskiy e Nespoli dovranno rimanere a bordo fino a dicembre mentre il ritorno del nuovo team è previsto per febbraio 2018. La permanenza prolungata sulla Stazione permetterà alla Nasa di massimizzare il tempo dedicato alla ricerca. I punti salienti delle prossime indagini includono la dimostrazione dei vantaggi derivati dalla produzione di filamenti in fibra ottica in ambiente di microgravità, un nuovo studio che mira a rallentare l’atrofia muscolare degli astronauti durante il volo spaziale e testare come la capacità di un materiale osseo sintetico potrebbe accelerare la riparazione delle ossa. I membri dell’equipaggio sono in attesa della prossima missione commerciale Orbital ATK, prevista a novembre, che fornirà un carico di diverse tonnellate, tra esperimenti, forniture ed hardware.


Da oltre 16 anni gli astronauti lavorano e vivono continuamente a bordo della Iss, portando avanti ricerche scientifiche e mettendo in campo nuove tecnologie, rendendo possibili nuove ricerche sulla Terra che consentiranno, in futuro, l’esplorazione umana e robotica a lungo termine nello spazio profondo. Un impegno globale che ha visto partecipi sull’unico laboratorio in microgravità oltre 200 persone provenienti da 18, ospitando più di 2100 indagini di ricerca