Svelato il mistero della mummia decapitata: è di un governatore egiziano vissuto 4000 anni fa

La scoperta grazie all'Fbi e ad un'avanzata tecnologia per l'analisi del dna

Svelato il mistero della mummia decapitata

Svelato il mistero della mummia decapitata

globalist 9 aprile 2018

Svelato grazie ad una tecnologia avanzata di analisi del Dna un mistero lungo oltre un secolo. E' quello che riguarda l'identità di una mummia egizia dalla testa mozzata di 4.000 anni. Il reperto, oggi conservato al Boston Museum of Fine Arts, era stato scoperto nel 1915 nell'angolo di una tomba saccheggiata a Deit el-Bersha, un'antica necropoli egizia.
Gli archeologi avevano scoperto che la tomba era appartenuta a un governatore chiamato Djehutynakht e a sua moglie, ma non erano stati in grado di capire se la testa fosse di un maschio o di una femmina. Adesso, grazie all'aiuto di una scienziata forense dell'Fbi e una tecnologia avveniristica per il sequenziamento del Dna, si è potuto stabilire con certezza che la testa apparteneva al governatore stesso.
La testa della mummia decapitata appartiene dunque al corpo di Djehutynakht, vissuto 4.000 anni fa nel Medio Regno e non alla moglie con lui sepolta. La conferma è arrivata dall'analisi del Dna, estratto e sequenziato con tecniche innovative impiegate nelle indagini della polizia scientifica: i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Genes. A coordinare le indagini di questo 'cold case' è stata l'esperta di medicina forense Odile Loreille, che nel suo curriculum vanta già importanti risultati, come il recupero del Dna di alcune vittime del Titanic, degli antichi orsi delle caverne e perfino di due bambini della famiglia Romanov.
Gli esami effettuati sulla mummia decapitata
Nel caso della mummia egizia il recupero del Dna sembrava quasi un'impresa impossibile. Si pensava infatti che il materiale genetico fosse ormai troppo deteriorato a causa dei secoli e delle elevate temperature, tanto che perfino gli esperti del Massachusetts general hospital nel 2009 avevano fallito nel tentativo di recuperarlo da un molare della mummia.
Il gruppo di ricerca di Loreille, invece, ci ha riprovato dissolvendo la polvere estratta dal dente in una particolare soluzione chimica, che è stata poi passata in uno speciale macchinario (una sorta di 'fotocopiatrice' per Dna) e poi in un sequenziatore per la 'lettura' del materiale genetico. I risultati così ottenuti hanno stabilito che la testa appartiene a un uomo, dunque al governatore defunto e non alla moglie. Nel dubbio che il Dna analizzato potesse essere frutto di una contaminazione moderna, i ricercatori hanno analizzato anche il Dna mitocondriale (trasmesso solo per via materna): hanno così scoperto che appartiene ad un antico egizio, di origine euroasiatica, e non ad un egiziano moderno, che invece avrebbe presentato un'ascendenza sub-sahariana.