La scelta di Pisa: niente spazi pubblici a fascisti e razzisti

Il consiglio comunale della città toscana approva una mozione: via chi incita all'odio razziale e religioso

Neofascisti in piazza

Neofascisti in piazza

globalist 13 gennaio 2018

Dopo Milano, Pisa: l'iniziativa promossa dall'Associazione Nazionale partigiani e da altre associazioni sta riscuotendo grande successo: stata approvata dal Consiglio Comunale pisano la mozione che impegna la Giunta a modificare i regolamenti comunali per vietare la concessione e l'utilizzo di locali pubblici ai soggetti che si ispirano ai 'valori' del fascismo, del nazismo o che contrastino i valori della Resistenza. Il documento vedeva come primo firmatario il consigliere del Pd, Sandro Gallo, ed era stato presentato raccogliendo, come detto, l'invito fatto dall'Anpi e in seguito "ai gravi episodi che sempre più spesso vediamo accadere nel nostro Paese".
La mozione prevede che chiunque organizzi un evento pubblico o richieda l'occupazione di uno spazio di proprietà comunale, debba obbligatoriamente presentare e sottoscrivere una dichiarazione in cui afferma di non professare e non manifestare ideologie razziste, xenofobe o antisemite, omofobe o antidemocratiche, portatrici di odio e intolleranza religiosa.
Hanno votato a favore della proposta tutte le forze di maggioranza (Pd, Mdp-Art1, In lista per Pisa, Riformisti), Ucic-Prc, Sinistra Italiana, Green Italia/Possibile, M5S (con l'esclusione del consigliere Mannini che si è astenuto dal voto). Contrari alla mozione i consiglieri di Nap-Fdi-An, il consigliere di Pisa nel Cuore, Raffaele Latrofa, e la consigliera di Forza Italia, Virginia Mancini.

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