Un leader autorevole per il centro sinistra? Suggerisco Massimo Cacciari

Filosofo originale e stimato, politico autonomo e “seminatore solitario”, già sindaco apprezzato di Venezia

Massimo Cacciari

Massimo Cacciari

Nuccio Fava 17 luglio 2017

Il gran caldo colpisce anche con il fuoco degli incendi, forse in via di diminuzione.
Continua con testardaggine la polemica di Renzi, anche con il professor Monti, sempre più preparato e competente di lui. Anche inevitabilmente con Padoan e il governo Gentiloni impegnati in una difficile trattativa con Bruxelles. La stessa questione del flusso ininterrotto degli immigranti complica e amplifica le difficoltà già enormi di prefetti e sindaci raggiunti da direttive e criteri forse buoni in astratto che faticano però ad essere applicati in concreto. Specie se ai facinorosi si aggiungono sindaci e assessori che adducono “violenze istituzionali” e denunciano inadeguata informazione preventiva.
Paure e proteste legate al “rifiuto dello straniero” si diffondono con grande facilità ricordando il clima descritto da Manzoni per la peste a Milano.
In tanti ormai denunciano la chiusura egoistica di Macron e degli altri stati europei, ma invidiano al tempo stesso “le chiusure non solidali” dell’Europa con il ritornello “perché pure noi non facciamo come loro ? ”. In questa pericolosa poltiglia di paure e di strumentalizzazioni qualunquistiche e di propaganda elettorale, il governo annaspa, soprattutto non aiutato dalle sparate quotidiane del segretario Pd che giunge a polemizzare con il professor Monti e lo stesso suo ministro Padoan in una materia cruciale per i rapporti non facili dell’Italia con la Ue.
Ci pare sempre più evidente che il rischio della crisi italiana risieda nel partito dell’ex presidente del Consiglio, preoccupato di tornare al più presto a palazzo Chigi. Senza indicare però come e con chi. Si imporrebbe per tanto a questo punto una iniziativa chiara e forte che sviluppi le aspettative e le speranze suscitate dal duo Pisapia-Bersani. Impegnandosi fortemente a superare vecchie contrapposizioni e rotture, personalismi, nostalgie e spirito di rivincita. Tutti elementi che hanno sempre prodotto debolezza, diaspora e irrilevanza. Sarebbe perciò indispensabile compiere ogni sforzo per favorire un ripensamento da parte dell’ex sindaco Pisapia ricordando che non è possibile immaginare un vero leader nazionale che non sieda in Parlamento. Suggerirei altrimenti di indicare Massimo Cacciari come possibile leader di un possibile centro sinistra autorevole, federatore e portatore di un respiro culturale e innovativo per tutta la politica italiana. Filosofo originale e stimato, politico autonomo e “seminatore solitario”, già sindaco apprezzato di Venezia potrebbe autorevolmente incarnare la leadership di governo, europeista e portatrice di grandi valori vecchi e nuovi, aperti alla contemporaneità, consapevole di un grande patrimonio alle spalle, riscoperto dopo le tragedie delle due guerre mondiali. Patrimonio da rinnovare e collegare finalmente ai popoli degli stati europei in una prospettiva federale. Purtroppo non c’è solo la crisi dell’Europa segnata dall’assenza di una politica migratoria comune. Il terrorismo continua a mordere e incutere paura; la crisi Israelo-Palestinese resta aperta e preoccupante; Trump non è per nulla rassicurante e oltre al Russia gate, cambia le carte in tavola con disinvoltura assoluta, interamente assorbito dagli interessi personali e della sua immagine elettorale.
L’Italia senza improvvisazioni velleitarie e donchisciottesche, può svolgere un ruolo importante. Un centro sinistra di nuovo conio dovrebbe farsi carico di queste responsabilità e contribuire a che il nostro popolo comprenda l’urgenza di favorire un progetto così ambizioso e necessario per il futuro comune.