Regione: elette ieri le commissioni consiliari, ora si prevede di governare

Nicola Zingaretti esce rafforzato dalla fase preliminare della legislatura. Così come la «non-alleanza» tra Pd e 5stelle del Lazio. Primo impegno, la discussione del bilancio regionale. Le «poltrone» di Virginia Raggi

La riunione di ieri per l'elezione dei vertici delle commissioni permanenti consiliari

La riunione di ieri per l'elezione dei vertici delle commissioni permanenti consiliari

Tommaso Verga 17 maggio 2018Hinterland

di Tommaso Verga


Le caselle destinate ai nomi sono state compilate, le 12 commissioni permanenti del Consiglio regionale del Lazio insediate. Adesso può cominciare la XI legislatura. A distanza di oltre due mesi dal voto. Colpe? Responsabilità? Non certamente di Nicola Zingaretti, che seppure privo della maggioranza in aula, è riuscito ad orchestrare le «danze», tutte espressioni interne ai partiti, chiamandosi fuori da doglianze e lai. Sostanzialmente indifferente al venir meno del sostegno di Liberi e uguali contrari alla nomina dell’ex sindacalista Di Berardino assessore al Lavoro, così come alla recentissima esibizione da dividere equamente tra Forza Italia e il Pd versione renziana della Bonaccorsi.
Si direbbe che, indifferente per i rischi di una poltrona senza sostegni garantiti, Zingaretti abbia semplicemente assistito alle baruffe. D’altronde, di sollecitarne, non ce ne sarebbe stato bisogno. Basti pensare che l’«antica» proposta-tagliola rivolta alle opposizioni da Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice («dimettiamoci tutti») è planata nella totale indifferenza, mentre la mozione di sfiducia successiva – stesso obiettivo, la caduta di Zingaretti e il ritorno alle urne – si è rivelata una cosetta di famiglia dei soli proponenti, i Fratelli d’Italia.
Dal punto di vista «politico», la formazione delle commissioni permanenti ha rafforzato l’impressione del dopo-4marzo, il consolidamento della non-alleanza tra Pd e 5stelle – ai politologi (si definiscono ancora così?) il mandato di coniare la formula per il Lazio –. Con un deciso passo in avanti nei rispettivi partiti delle figure «unitarie» a discapito di quelle mugugnanti. Prossima scadenza, già dalla prossima settimana, il bilancio, anche se, come annunciato, in formula ridotta. Il quadro completo delle 12 commissioni permanenti del Consiglio regionale del Lazio:
I Commissione, «Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia»: presidente, Rodolfo Lena (Pd); vice Chiara Colosimo (FdI) e Sara Battisti (Pd).
II Commissione, «Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli»: Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali); vice Silvia Blasi (M5s) ed Enrico Cavallari (Misto).
III Commissione, «Vigilanza sul pluralismo dell’informazione»: Davide Barillari (Movimento 5 stelle; vice Antonello Aurigemma (Fi) ed Emiliano Minnucci (Pd).
IV Commissione, «Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio»: Marco Vincenzi (Pd); vice Valentina Corrado (M5s) e Angelo Orlando Tripodi (Lega).
V Commissione, «Cultura, spettacolo, sport, turismo»: Pasquale Ciacciarelli (FI), vice Marta Leonori (Pd) e Gaia Pernarella (M5s).
VI Commissione, «Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti»: Fabio Refrigeri (Pd); vice Gino De Paolis (Lista Zingaretti) e Adriano Palozzi (FI).
VII Commissione, «Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare»: Giuseppe Simeone (Forza Italia); vice Loreto Marcelli (M5s) e Paolo Ciani (Centro solidale).
VIII Commissione, «Agricoltura e ambiente»: Valerio Novelli (M5s); vice Laura Cartaginese (FI) e Daniele Ognibene (Leu).
IX Commissione, «Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio»: Eleonora Mattia (Pd); vice Daniele Giannini (Lega) e Valentina Grippo (Pd).
X Commissione, «Urbanistica, politiche abitative, rifiuti»: Marco Cacciatore (M5s); vice Michele Civita (Pd) e Fabrizio Ghera (FdI).
XI Commissione, «Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione»: Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia), vice Marietta Tidei (Pd) e Francesca De Vito (M5s).
XII commissione, «Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione»: Sergio Pirozzi (Lista Pirozzi); vice presidenti Laura Corrotti (FI) ed Enrico Panunzi (Pd).



Manca da Natale il vicesindaco: per Virginia Raggi urgenti altre poltrone della città metropolitana


 


Decisamente di segno opposto l'orientamento di Virginia Raggi, la sindaca di Roma. La quale, ieri l'altro, con il sostegno del centrodestra, ha segnalato Antonella Gobbo, candidata-non eletta del M5s alle ultime elezioni politiche, nel terzetto del consiglio di amministrazione di «Capitale lavoro», un ente partecipato da Palazzo Valentini. Contemporanea la protesta di Marcello De Vito, che esce dall'aula e divide il M5S. Una esplicita sconfessione della sindaca.


«Capitale lavoro», come detto, è una società partecipata, residua della Provincia di Roma, ora nella Città metropolitana. Un ente sconosciuto che dovrebbe occuparsi di innovazione, occupazione, sviluppo e formazione professionale. Anziché scomparire con la Provincia è vivo e vegeto, e, come si vede, continua a interessarsi di occupazione.


Una decisione fortemente criticata dal Pd, ma che, in tutta evidenza, non ha gradito neppure il presidente pentastellato dell'assemblea di Palazzo Senatorio. Per completezza: nessun segnale da parte della sindaca della nomina del delegato alla Città metropolitana.