La mozione annunciata contro Zingaretti sfiducia Fratelli d'Italia

Nel decalogo esposto in aula dal presidente, le priorità a trasporto, liste di attesa nella sanità, ciclo dei rifiuti. Dimostrato il «non ci sono i numeri» dei meloniani: non si trovano le firme per presentare la mozione di sfiducia

Un «devoto» del presidente della Regione Lazio

Un «devoto» del presidente della Regione Lazio

Tommaso Verga 14 aprile 2018Hinterland

di Tommaso Verga


Oltrepassata la quinta settimana, l’apparenza offusca il bilancio reale. A leggere, le cronache sulla Regione Lazio riportano uno sfrenato «non ci sono i numeri» come filo conduttore del post-elezioni, utilizzato senza limiti dai partiti regionali. Mentre, al contrario, le cose sono andate oltre. Abbondantemente oltre. Nicola Zingaretti ha varato la giunta e si è assicurato i voti necessari in aula. Superando le resistenze – seppure a termine – dei maggiori oppositori «istituzionali» (movimento 5Stelle e Forza Italia) e improvvisati (Liberi e uguali).
A questo punto, logica e coerenza avrebbero consigliato i praticanti di passare ad altri slogan. Magari opponendo al presidente motivi e contenuti propri della settimana riservata a focalizzare il programma. Invece, per il perverso abbonamento alle astruserie partitiche, il ricorso al «non ci sono i numeri» è proseguito distogliendo l’attenzione a favore della «mozione di sfiducia» annunciata da Fratelli d’Italia contro Zingaretti e giunta regionale.
Una «mozione di sfiducia» è l’atto che determina un voto favorevole o contrario sul soggetto versa il quale è indirizzata. Se la maggioranza si dichiara ostile sono obbligati alle dimissioni presidente e giunta. Il Consiglio di conseguenza si scioglie e si torna al voto. Motivazione dei Fd’I: «mancano i numeri per governare e viste le numerose emergenze da fronteggiare, peraltro non risolte dall’ultima consiliatura sempre targata Zingaretti, va da sé che la Regione non può permettersi picchi di instabilità».
Nella fase istruttoria un unico limite: secondo lo Statuto della Regione Lazio sostengono la «mozione» 10 firme di presentazione. Non raggiunte. Salvo Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, indifferenza totale degli altri, centrodestra in particolare, a cominciare da Forza Italia. Un flop, una perdita di tempo, un modo di proseguire la campagna elettorale che nel Lazio ha segnato uno dei momenti più bassi dell’avventura elettorale del partito di Giorgia Meloni: tre eletti, uno in meno persino della Lega di Salvini.  
Stante i termini verificati, l’annuncio della «mozione» non ha impensierito la «Zingaretti-boat». Che ha preso il largo. Dieci i punti programmatici, in parte condivisi con i non-alleati 5Stelle e Forza Italia, con qualche disparità, dislivello quando non dovuto alla «qualità» dei problemi, ci si riporta ai «precedenti» di questa strana convergenza. Anche in virtù dei «numeri», alla Pisana si è preso atto della mutata opinione di quanti sino a poco fa si dichiaravano ostili fino alla decisa avversità, ora qualificando le proposte del presidente meritevoli non solo di approfondimento ma anche di favorevole gestione.
Del «decalogo» zingarettiano, par di capire che il maggiore impegno della non-maggioranza Pd-5Stelle-FI, vada all’esame di tre «titoli»: trasporto pubblico, liste di attesa nella sanità, ciclo dei rifiuti, il maggiormente controverso rispetto alle opinioni fin qui dei partner.
Un anno fa, il 3 maggio, la Città metropolitana di Roma Capitale rese pubblico il proprio studio sul piano dei siti utilizzabili in tutta la provincia per ospitare gli impianti sul trattamento dell’immondizia, evidenziando le «aree bianche», quelle con il minor numero di controindicazioni. Nessuna smentita sul fatto che, rispetto a quella data, l’amministrazione guidata da Virginia Raggi avrebbe aggiornato a fine marzo l’analisi dei luoghi idonei, in funzione dell’individuazione di una discarica per la Capitale. Una «buca» alternativa alla costruzione di un termovalorizzatore come vorrebbe la Regione Lazio. Ma anche con l’obiettivo «rifiuti zero», parola d’ordine dei grillini. La monnezza, può rappresentare davvero un problema.