Barbara Saltamartini ricorre e la differenza da 19 sale a 30 voti per Cubeddu

A Guidonia Montecelio, la (ex) parlamentare leghista aveva accusato di brogli il movimento 5stelle

Sebastiano Cubeddu: l'avvocato dell'Inpgi eletto alla Camera

Sebastiano Cubeddu: l'avvocato dell'Inpgi eletto alla Camera

Tommaso Verga 13 marzo 2018Hinterland

Il risultato si prestava al riesame. 19 schede di differenza in un collegio elettorale – quello di Guidonia Montecelio – che conta 450 mila abitanti, una meditazione in più non poteva obiettivamente definirsi fuori luogo. Da qui a parlare di “brogli elettorali” ce ne corre. Ma tant’è. Il linguaggio dei social ha ormai scomposto e devastato il territorio delle parole.


Un serio problema. Nella circostanza sollecitato dalle affermazioni della deputata uscente Barbara Saltamartini (dagli avversari appellata “Salta-partiti”: da Alemanno ad Angelino Alfano; Salvini il più recente). Che nemmeno può invocare a discolpa l’ambivalenza dei termini. Perché, spulciando verbali e relative sezioni chiamati in causa dal suo ricorso, le superiori commissioni di magistrati hanno trasformato la differenza da 19 a 30.


Un esito del quale non potrà non tenere conto il Tar semmai la Saltamartini decidesse l’ulteriore reclamo. Infatti, così stando le carte, l’atto rischia di rivelarsi l’ennesimo flop. Si vedrà.


Quello che è inammissibile è l’espressione nemmeno generica di qualifica del voto, quell’invettiva di “brogli elettorali” lanciata dalla ex parlamentare leghista contro il precedente capogruppo consiliare del movimento 5stelle.


“Venendo da fuori” – ma c'era chi la consigliava –, probabile che Saltamartini ignorasse che, aldilà delle appartenenze, Sebastiano Cubeddu a Guidonia Montecelio è unanimemente apprezzato proprio per le battaglie sulla legalità. Per l’opposizione svolta contro la giunta Fi-Udc-Fd’I in una città che ha conosciuto una vera e profonda devastazione a causa del malaffare del centrodestra. Una città che, si direbbe, non aspettava che l’occasione per vendicarsi.