Emissioni nocive, l’India sorpassa la Cina

Uno studio targato Nasa e Università del Maryland mostra che la Cina ha tagliato notevolmente le emissioni di sostanze inquinanti nell'atmosfera molto prima del previsto

La mappa riporta le emissioni di anidride solforosa in India

La mappa riporta le emissioni di anidride solforosa in India

Fulvia Croci 14 novembre 2017Globalscience

I risultati di uno studio condotto dalla Nasa e dall’Università del Maryland indicano che le emissioni di anidride solforosa emessa dall’India la portano in cima alla classifica dei paesi a più alto tasso di produzione di sostanze inquinanti. L’anidride solforosa è un inquinante atmosferico responsabile della presenza di piogge acide, nebbia e altre condizioni che minano la salute delle persone. E’ prodotta principalmente dalla combustione del carbone, bruciato per generare elettricità. Cina e India sono in testa tra le nazioni del mondo per consumo di carbone, ma la nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha evidenziato che le emissioni in Cina si sono ridotte del 75 per cento dal 2007, mentre quelle indiane sono aumentate del 50 per cento nello stesso arco temporale. Tali risultati suggeriscono che L’India sta diventando il principale emettitore di anidride solforosa a livello mondiale.


A partire dagli primi anni del Duemila, la Cina ha iniziato a mettere in atto politiche di contenimento per l’inquinamento, stabilendo obiettivi di riduzione nel medio e lungo termine e riducendo i limiti delle emissioni. Gli sforzi, secondo quanto mostrato nella ricerca, stanno dando i primi frutti. Per generare un profilo preciso delle emissioni sull'India e sulla Cina per lo studio in corso, i ricercatori hanno combinato i dati sulle emissioni utilizzando due diversi metodi. In primo luogo, hanno analizzato la quantità di emissioni prodotte rispettivamente da fabbriche, automobili e altri responsabili della produzione di anidride solforosa. Queste numeri, anche se importanti fornitori di dati risultano incompleti o imprecisi, visto che fanno riferimento alle condizioni mutevoli dell’economia di paesi in via di sviluppo.


In secondo luogo, gli studiosi si sono serviti dell’Ozone Monitoring Instrument a bordo del satellite Aura, in grado di monitorare i livelli di ozono e di rilevare diversi tipi di inquinanti atmosferici. Lo strumento è in grado raccogliere informazioni attuali e aggiornare le nuovi fonti di inquinamento, anche se determinate condizioni atmosferiche possono interferire con le sue misurazioni. Per superare queste sfide, i ricercatori hanno utilizzato un velivolo meteo per misurare le percentuali di sostanze nocive presenti in una delle regioni più inquinate della Cina. Combinando queste misure con i dati da satellite e quelli provenienti dalle statistiche, gli studiosi hanno scoperto che le emissioni cinesi sono notevolmente diminuite molto prima di quanto previsto, dato che un loro taglio così deciso era previsto non prima del 2030.