La Lazio vola. Le Pagelliadi

Con la decima vittoria in trasferta la Lazio scavalca l'Inter e raggiunge la Roma al terzo posto. A segno ancora una volta Immobile e Luis Alberto al nono centro. Felipe Anderson in grande spolvero

Ciro Immobile col gol ai friulani è a 27 reti

Ciro Immobile col gol ai friulani è a 27 reti

8 e mezzo a c’ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) - Il volo dell’Aquila, maestoso ed elegante, è continuato anche a Udine. Non c’è stato scampo per i bianconeri, rimontati e stesi nel giro di dieci minuti con un uno-due, messo a segno dai biancocelesti tramite gli uomini attualmente più in palla. Dispiace per Oddo, calciatore che un tempo onorò alla grande la nostra maglia, ma la banda Inzaghi non fa sconti a nessuno, si muove compatta e vince. Decima vittoria in trasferta, superata l’Inter e raggiunta la Roma al terzo posto. Copertina d’obbligo al bomber de noantri capocannoniere da pura al centro numero 27 in campionato. Ciro sei sempre più nu babà. Vola Lazio vola.


8 a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquae Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” che nun se ponno vedè, il bandolero stanco è partito in quarta e non si è più fermato. Lanci, dribbling, finte, pure un sombrero tiè alla faccia de chi je vo’ male, insomma il “Turista per caso” ha confermato il magic moment visto contro gli austriaci, facendo ben sperare in una continuità tanto agognata e richiesta. Tipo quella dimostrata da Amadeus ai “Soliti ignoti”.


7 e mezzo a Lupo Alberto - Il ciuffo biondo che fa impazzire il mondo colpisce ancora. Un altro sigillo (e sono 9) che lo lancia come fenomeno con una marcia in più. Avete presente Fiorello?   


7+ a Lucas 2.0 (quello che ride) - E’ come il Cavaliere nero di Proietti. Non je dovete, con tutto quello che consegue. Monumentale. Così monumentale che gli eredi di Garibaldi temono di ritrovarselo al Gianicolo sul monumento al sul cavallo al posto dell’illustre avo. Lui, il cavaliere nero.    


6 e mezzo all’Olandese volante - Forse con la sua fuga in avanti non ci rimedieremo un euro, però sta giocando e su questo non gli si può dire nulla. Riuscisse anche a fare qualche altro gol, sarebbe una buona liquidazione per noi. Dai tulipano, fatti perdonare sta scelta scellerata.


6+ al Sergente - Bene come Esorciccio, a corrente alterna come monsignor Milingo, assente ingiustificato come sa-sa-prova microfono-Savic. Sempre meglio comunque di Aldo, Giovanni e Giacomo che in tre non fanno ridere più nessuno.


6+ a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) – Piccole aquile crescono. E crescono bene.


6+ a Sergio Ramos (gli piacerebbe) - Il Di Maio biancoceleste ha un grande avvenire dietro le spalle. Della serie, ha i numeri ma spesso non ce la fa (vedi brivido su Jankto nel finale). Come Gigino appunto.


6 a Sylva Strakoshina – Senza infamia e senza lode. Né più né meno di Fabio Volo da Fazio.  


6 a veni, vidi, Lulic al 71° - Ha giocato finchè j’ha retto la pompa. Poi è rimasto negli spogliatoi. Meglio, domenica ci serve in campo più bello e più superbo che pria, come disse il poeta Petrolini.


6 a Marussic? No dormo in piedi - All’improvviso il sonnambulo s’è svejato come er sor Marchese e si è ritrovato, dopo un gioco di gambe da favola, una palla buona sui piedi che ha scaraventato verso la porta friulana. Ma non aveva fatto i conti con Al Bano senza Romina Bizzarri. Con un acuto dei suoi, l’ha stoppato. Alla prossima.


6 a Patric del Grande Fratello – Er Caciara ha fatto suo il motto della Reale Marina Borbonica: facite ammuina. Come dire, muovetevi un po’ per dare ad intendere di esserci. Un classico per lui.


6 a Cacacieco Caceido – Si è riservato per domenica. E ho detto tutto. E sarebbe ‘na botta de vita da gnente…


6-  a basta Bastos – Sì, basta, nun je la se fa più. Ma po’ esse che non c’è una volta che non combina un casino? Neanche Luca Giurato dei tempi d’oro sarebbe stato capace di tanta sbadataggine. E’ come Martina neo segretario del Pd, je manca sempre un soldo pe’ fa ‘na lira. E il segretario. Della serie vorrei ma non posso.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica 8 aprile 2018


La Lazio si porta a casa altri tre punti contro l’Udinese. Alla “Dacia Arena” nel match pomeridiano della 31 sima di campionato i biancazzurri vanno sotto in apertura grazie ad un gol di Lasagna, ma ribaltano il risultato sempre nel primo tempo con Immobile e poi con Luis Alberto per l’1-2 finale, dopo una partita difficile ma ben controllata dai capitolini. Sette sconfitte di fila per Massimo Oddo, che affronta la sua ex squadra con i recuperati Jankto e Lasagna; invece in difesa il ballottaggio tra Widmer e Larsen è vinto da quest’ultimo. Simone Inzaghi invece conferma il 3511 con Bastos dietro, Marusic e Lulic sulle fasce, Luis Alberto ed anche Felipe Anderson a centrocampo dietro Ciro Immobile. Dopo un paio di tentativi dei padroni di casa, al 13’ il cross di Larsen dalla destra trova la testa di Lasagna, che mira al secondo palo e porta i suoi in vantaggio. Un gol bellissimo a cui la Lazio risponde quasi subito con un tiro di Milinkovic che Adnan respinge come può davanti alla porta; sul corner seguente Bizzarri d’istinto toglie il gol a Leiva.  Al 26’ arriva il pareggio: Anderson si libera sulla sinistra, il pallone finisce a Lulic che mette in mezzo dove Immobile all’altezza dell’area piccola non può fallire la rete dell’1-1. La Lazio pur se in affanno, riesce a controllare un’Udinese molto intraprendente ma imprecisa; al 36’ a difesa bianconera schierata Immobile porge a Luis Alberto, che in diagonale batte ancora una volta Bzzarri e la squadra di Inzaghi torna in vantaggio. A questo punto la Lazio fa girare la palla e non spreca energie, attendendo solo il termine del primo tempo. Nella ripresa Inzaghi è costretto a togliere un Lulic acciaccato e stanchissimo per Patric, ma intanto la prima opportunità e per Maxi Lopez, che di testa per poco non colpisce il bersaglio. I biancazzurri si rendono pericolosi centralmente con le incursioni di Anderson; ma intanto esce Luis Alberto per Murgia, con Milinkovic che si mette più avanzato. L’Udinese pur mettendoci tutta la buona volontà non riesce a tenere il centrocampo, che è dominato dai biancazzurri; girandola di cambi al 70’ fuori Immobile, Adnan e Lopez, dentro Caicedo, De Paul e Ingelsson. L’andamento della partita però resta il solito, con la  Lazio che non lascia spazi e l’Udinese che resta inconsistente. Tutte e due le squadre sono stanchissime, ma al 78’ su Marusic Bizzarri riesce a mandare in angolo, invece da parte friulana c’è da segnalare solo un colpo di testa di Jankto che sfiora il palo sinistro di Strakosha. A tempo scaduto Murgia potrebbe arrotondare il risultato, ma un po’ in affanno arriva ugualmente la vittoria. Una partita non ben giocata, che però ha portato ugualmente i tre punti sulle sponde del Tevere; le tossine della Coppa ancora circolavano più nelle gambe che nella testa dei biancazzurri, che ora allungano il passo anche in Campionato. Per la Lazio 60 punti all’attivo: i biancocelesti con una media realizzativa da capogiro - 75 reti fatte - oggi tornano al terzo posto e tengono sotto l’Inter di una lunghezza. E per una Lazio che sta volando domenica prossima ci sarebbe il derby, partita cardine della stagione, ma la stracittadina per una volta passa in secondo piano: tutte le attenzioni sono puntate alla possibile qualificazione in semifinale di Europa League, obiettivo quanto mai vicino da afferrare tra soli quattro giorni. 


 


UDINESE   LAZIO   1–2      13’ Lasagna  27’ Immobile  37’ Luis Alberto


 


UDINESE: Bizzarri; Nuytinck, Danilo, Samir (60’ Widmer), Larsen, Barak, Balic, Jankto, Adnan (70’Ingelsson), Lasagna, Lopez (70’ De Paul).


All. Oddo


LAZIO: Strakosha, Bastos, De Vrij, Luis Felipe, Marusic, Leiva, Luis Alberto (61’Murgia), Milinkovic, Lulic (46’ Patric), Anderson, Immobile (70‘ Caicedo). All Inzaghi  


Arbitro Rocchi