Berlusconi 'riabilitato': chiesto il processo per corruzione giudiziaria per Ruby

Il leader di Forza Italia, accusato di corruzione in atti giudiziari, avrebbe cercato di comprare il silenzio di Roberta Bonasia sulle serate a Arcore

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

globalist 16 maggio 2018

A pochi giorni dalla riabilitazione politica Silvio Berlusconi rischia un nuovo processo. La procura di Torino ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per il leader di Forza Italia nell'ambito del processo Ruby ter con l'accusa di corruzione in atti giudiziari.
Insieme a Berlusconi il pm Laura Longo ha chiesto anche il rinvio a giudizio per Roberta Bonasia, ex infermiera di Nichelino, accusata di calunnia, falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.
L'udienza è stata rinviata al 1 giugno per la discussione della difesa di Berlusconi al termine della quale il gup dovrà decidere se sollevare il conflitto di competenze tra procure o accogliere la richiesta di rinvio a giudizio.
Il processo riguarda le donazioni di denaro che l'ex presidente del consiglio, secondo l'accusa, avrebbe fatto alla ragazza perché, nel corso delle sue testimonianze nei processi di Milano, rendesse dichiarazioni non veritiere su quanto avveniva nel corso delle cene eleganti ad Arcore. Dalle intercettazioni disposte dalla procura di Milano nel 2012, Roberta Bonasia veniva definita come possibile "compagna" dell'allora presidente del Consiglio, circostanza sempre smentita dagli interessati.
Bonasia, già Miss Torino 2010 e finalista di Miss Italia, lavorava come infermiera con il sogno di diventare "ballerina e show girl a 360 gradi". Il suo nome venne fuori durante una telefonata, intercettata, tra Lele Mora ed Emilio Fede, entrambi all'epoca indagati in uno dei procedimenti. "Roberta Bonasia ha preso possesso di tutto. Pretende tutto. Lui è preso…" dicevano. Secondo la procura di Milano per la ragazza Berlusconi avrebbe sborsato 80mila euro tra bonifici e assegni.
I legali di Berlusconi intanto hanno depositato delle memorie, in cui fra l'altro invitano il Gup Francesca Christillin di interpellare la Cassazione sulla competenza territoriale. La loro tesi è che l'eventuale reato di corruzione in atti giudiziari si consuma nel momento dell'emissione dell'assegno circolare (con cui Berlusconi fece l'ultimo versamento di denaro a Bonasia). La causa dunque dovrebbe essere celebrata a Milano, il cui tribunale però si è già pronunciato in senso contrario. Da qui sempre secondo gli avvocati la necessità di interpellare la Suprema Corte.