Allarmante diffusione del diabete urbano: 1 malato su 2 vive in città

Lo stile di vita fondamentale per la prevenzione. Sotto accusa le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà

Iniezione insulina

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globalist 16 maggio 2018

E' il diabete urbano la nuova epidemia che affligge le città italiane: proprio nelle metropoli, infatti, vive ben un diabetico su due. Sotto accusa le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà, comportamenti scorretti tipici di chi vive in città, come emerge da un'indagine condotta a Roma. In Italia, secondo l'Istat, le persone con diabete sono 3,27 milioni, di cui il 52% risiede nelle 14 Città metropolitane.
A richiamare l'attenzione "sull'allarmante" diffusione cittadina della malattia sono i diabetologi che, dal 27/mo Congresso della Società italiana di diabetologia (Sid), hanno lanciato un appello ai cittadini: stili di vita sani e muoversi a piedi o in bicicletta sono le prime armi per prevenire questa seria patologia.
"Il problema del diabete urbano - ha detto il presidente Sid Giorgio Sesti - è un problema globale. L'International Diabetes Federation prevede che nel 2045 i tre quarti della popolazione diabetica vivranno nelle metropoli o in città. Inoltre, si sta assistendo ad un incremento dell'obesità in coloro che vivono in aree urbane".
Per questo, la Sid ha sottolineato l'urgenza di diffondere tra gli italiani una maggiore consapevolezza dei rischi legati al diabete. "Proprio per sensibilizzare le istituzioni ed i cittadini - ha affermato Sesti - la Società ha aderito al progetto Cities Changing Diabetes, allo scopo di promuovere stili di vita virtuosi".
"Prendendo come modello Roma, l'area metropolitana più popolosa d'Italia e la quarta di Europa - ha spiega Antonio Nicolucci, direttore Coresearch - dall'analisi congiunta di dati Istat e di rapporti epidemiologici esistenti è stato possibile costruire una mappa del diabete e dei fattori di rischio".
All'interno dell'area metropolitana di Roma, la prevalenza di diabete varia fra il 5,9% e il 7,3% nei vari distretti sanitari. Ebbene, nelle aree a più alta prevalenza di diabete è risultata più alta la percentuale di cittadini che si muovono con mezzi privati (62%), mentre è inferiore la quota di quanti si muovono a piedi o in bicicletta (12%). Viceversa, nei distretti dove si riscontra una minor percentuale di diabetici, oltre il 20% delle persone si muove a piedi o in bicicletta e il 52% utilizza un trasporto privato (automobile o motorino).
"Dalla ricerca - ha aggiunto Nicolucci - emerge inoltre che, in condizioni di vulnerabilità socio-culturale, il diabete non solo è più frequente, ma insorge anche più precocemente. L'analisi effettuata su Roma rappresenta a tutti gli effetti un nuovo modo di considerare una patologia cronica quale è il diabete come una rete di complesse interazioni fra caratteristiche individuali, socio-culturali e ambientali, e per questo il modello sarà ora esportato alle altre aree metropolitane italiane".