Il medico le disse: sei una malata immaginaria. Aveva un carcinoma

Avrebbe potuto sconfiggere un tumore quattro anni prima, ma il suo medico di base la trattò come una pazza. Ora dopo 18 anni di battaglia legale la donna, di Livorno, ha avuto ragione

Gli errori di un medico sulla pelle di una paziente

Gli errori di un medico sulla pelle di una paziente

globalist 12 ottobre 2017

Un carcinoma midollare scambiato per una paranoia, una nevrosi, ipocondria. Questa è la storia, terribile, di un'impiegata di Livorno trattata come una malata immaginaria dal suo medico di base. Una patologia che si sarebbe potuta curare prima, ben quattro anni prima, e che invece un medico superficiale ha bollato come una fisima della donna. Se solo fosse stata ascoltata. A raccontare questa storia è Il Tirreno pewrché la donna ha fatto causa civile e, dopo 18 anni di battaglia legale, ha vinto: avrà un risarcimento di 50mila euro. Diciotto anni, un cancro che ancora non ha vinto e a fronte di una patologia tanto grave un risarciumento che sembra una mancia. Lo riporta Il Tirreno."Nel 1993, andai dal medico perché, toccandomi, per caso avevo sentito una pallina sul collo, lato sinistro - ha raccontato la donna - Lui disse che non era niente. Mi dava della malata immaginaria. Non sentirmi creduta mi faceva stare male, anche perché persino i miei erano scettici". Nel 1995, però, la famosa pallina ha iniziato a fare male. A quel punto, la donna, alla quale il medico non aveva fatto eseguire alcun esame, continua a chiedere lumi, dice al dottore che sta male. Zero risposte. "Solo nel 1997 la svolta". Una svolta che, però, non è arrivata dal medico di base, bensì da un veterinario, amico di famiglia. "Mi consigliò di fare un’ecografia. Io non ci avevo mai pensato: essendomi rivolta spesso al dottore e avendomi lui rassicurato, per me andava bene così". Invece era un c rcinoma midollare della tiroide.In questi vent’anni la vita di Roberta è stata un vero e proprio calvario. Tra un ospedale e l'altro, però, è riuscita ad avere una figlia. Dopo anni e anni di confronti e perizie specialistiche, la Corte di Appello di Firenze le ha dato ragione. Dal medico avrà un risarcimento di 50mila euro. Ma deve ancora vincere la battaglia vera. Quella contro il cancro.