Parla la studentessa americana stuprata: "E' stata una notte terribile ma Firenze mi ha aiutata"

Parla per la prima volta la studentessa americana che, insieme all'amica, ha denunciato due carabinieri per stupro: "Ho fiducia nella giustizia"

Dello stupro sono accusati due carabinieri

Dello stupro sono accusati due carabinieri

globalist 6 ottobre 2017

Dopo un mese una delle due studentesse americane ha avuto il coraggio di raccontare qualcosa di sé su quella notte fra il 6 e il 7 settembre a Firenze. Poche parole messe insieme in una mail in inglese che arriva dagli Stati Uniti tramite i suoi avvocati. Ventun anni, la ragazza era a Firenze da poco più di una settimana, quando la mattina del 7 settembre ha chiamato la polizia per denunciare che lei e la sua amica di 19 avevano subito la violenza sessuale da due carabinieri in servizio che le avevano accompagnate a casa dopo la discoteca. Racconta di faticare ad uscire, non vuole andare all'università, almeno non per ora. 
Quando coi legali è stata costretta a rievocare la notte della violenza, lo ha fatto tra lacrime e pause di silenzio, "con pudore e un profondo disagio" riferisce Francesca D'Alessandro del foro di Napoli. "È stato un periodo difficile, devastante per la mia famiglia e per me. Con l'assistenza dei medici sto attraversando un doloroso recupero fisico e psicologico" confessa nella mail che rimbalza dagli studi dei suoi legali, oltre a D'Alessandro, Floriana De Donno di Napoli e poi Sandro Paterno e Pasquale Maio, di New York.
Delle due, lei è la più grande, la giovane che ha riferito di essere stata violentata sul pianerottolo dal carabiniere Marco Camuffo, 46 anni, il capo pattuglia, quello che ha le accuse più gravi per aver approfittato della condizioni psicofisiche della ragazza e per averla, con violenza, costretta a subire atti sessuali. "Mentre mi rendo conto che ci sono molte domande in sospeso - prosegue la studentessa - ritengo prudente lasciare che il sistema giudiziario italiano conduca le proprie indagini e abbia il tempo di esaminare le prove. Sono fiduciosa nella giustizia". Le ultime righe del messaggio le dedica a Firenze e al corteo di solidarietà organizzato da un gruppo di donne: "Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine ai fiorentini che hanno dimostrato un incredibile sostegno e si sono espressi contro la violenza sulle donne. Questo ha significato moltissimo per me, dal momento che l'Italia ha un posto speciale nel mio cuore".