I tamagotchi stanno per abbattersi di nuovo nel mercato, ma in edizione limitata

Gli animaletti elettronici, che facevano bip ogni qual volta chiedevano di essere accuditi, furono venduti in milioni di esemplari a partire da metà degli anni '90. in una sorta di isteria collettiva

Le nuove versioni del tamagotchi

Le nuove versioni del tamagotchi

globalist 12 ottobre 2017

Pensavate di esservene liberati, eh...


Ed invece tornano. Sono i Tamagotchi, quegli strani aggeggini elettronici dietro i quali, una ventina di anni fa, in preda ad una mania collettiva da lettino dello psicoanalista, la gente affetta da istinto materno (o paterno, a seconda della carta d'identità) perdeva ore intere, portandoseli dietro in ogni occasone, in ogni circostanza, o cerimonia che fosse. Con il solo pensiero di prendersi cura di uno pseudoanimale, dalle forme incerte,  che chiedeva, reclamava, sollecitava rumorosamente d'essere accudito.
Il creatore del giocattolo, il giapponese Bandai, riproporrà la sua famosa gamma di compagni virtuali dal 25 ottobre, in edizione limitata.
Il Tamagotchi (contrazione delle parole che in giapponese indicano un uovo e gli amici) è un piccolo oggetto di forma ovoidale, con uno schermo in bianco e nero che rimanda l'immagine di un ''animale'' - chiamiamolo così, facendo appello alla fantasia e mettendo di lato ogni senso estetico - composto da pochi pixel che emettono segnali acustici in coincidenza con le esigenze del virtuale padrone di casa.
Dal 1996, anno di uscita sul mercato, il Tamagotchi è stato venduto in 76 milioni di copie in tutto il mondo, secondo i dati forniti dal costruttore.
Con una dimensione leggermente miniaturizzata rispetto all'originale, la nuova versione del Tamagtchi sarà proposta in sei diversi coloro.