Ha denunciato i crimini dell'Isis: Nadia, l'eroina yazida sarà ambasciatrice dell'Onu

Nadia Murad Basee Taha è candidata al Nobel per la pace: lotterà contro le tratte di esseri umani

L'irachena yazida Nadia Murad Basee Taha che ha denunciato i crimini dello Stato Islamico

L'irachena yazida Nadia Murad Basee Taha che ha denunciato i crimini dello Stato Islamico

globalist 15 settembre 2016

Un'eroina della resistenza yazida, sopravvissuta alla schiavitù dello Stato islamico dopo essere stata fatta prigioniera: ora la candidata al premio Nobel per la Pace Nadia Murad Basee Taha sarà nominata dall'Unodc, l'organizzazione delle Nazioni Unite che combatte droga e crimine ambasciatrice per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani.
Con questa scelya per la prima volta l'Unodc ha assegnato ad un sopravvissuto questo importante incarico.
La cerimonia avrà luogo presso la sede di New York delle Nazioni Unite, in occasione della Giornata Internazionale della Pace.
Nadia Murad ha rappresentato il volto delle violenze e le torture subite dal popolo degli Yazidi dopo l'arrivo dello Stato Islamico
La giovane irachena yazida, infatti, nell'agosto 2015, aveva drammaticamente denunciato gli orrori dello Stato Islamico davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un racconto terribile "Sono stata violentata, torturata, costretta a indossare vestiti che non coprivano il mio corpo. Ho cercato di fuggire ma una delle guardie mi ha catturata e picchiata, mi ha messo in una stanza con altri uomini e tutti hanno fatto quello che volevano finché non sono svenuta».
La ragazza con grande coraggio aveva denunciato le torture alle quali lo Stato Islamico aveva sottoposto le donne e i bambini yazidi, considerati ‘fedeli del diavolo’ perché il loro credo contiene elementi di cristianesimo, zoroastrismo e islam.
Nadia era  stata rapita nell’agosto del 2015 e trattenuta per tre mesi come ‘bottino di guerra’ insieme ad altre 150 famiglie. "Ci hanno portato in un grosso complesso dove c’erano migliaia di altre persone. Ci hanno molestato, umiliato". Dopo aver subito torture e violenze di ogni tipo la giovane era riuscita a fuggire ed è andata a vivere in Germania.
Da allora non sono mancati gli appelli per sconfiggere lo Stato Islamico: "Ho visto cosa hanno fatto a ragazzine e bambine. Tutti quelli che commettono crimini come il traffico di essere umani devono essere portati davanti alla giustizia in modo che donne e bambini possano vivere in pace in Siria, Iraq, Somalia, Nigeria… ovunque".