Trump si prepara a lasciare la Siria e a 'rottamare' la rivoluzione curda

Ordine ai militari Usa di prepararsi al ritiro delle truppe, Iran, Russia e Turchia di Erdogan uniti nel liquidare Ypg e Ypj

Una combattente delle Ypj

Una combattente delle Ypj

globalist 4 aprile 2018

La realtà è una: liberato il nord della Siria dallo Stato Islamico i curdi possono essere lasciati al loro destino di popolo senza patria la cui identità può essere cancellata.
Prima i russi hanno consentito l’operazione ‘ramoscello d’ulivo’ lasciando che jihadisti al soldo di Erdogan e truppe turche invadessero Afrin. Ora è la volta degli Stati Uniti che, ovviamente, alla fine dei giochi non hanno alcun interesse di mantenere viva una rivoluzione e un progetto di società egualitaria con la parità tra uomo e donna così lontana dalle politiche degli Stati Uniti e, soprattutto, del miliardario xenofobo che ha come unico interesse nella regione quello di ostacolare l’Iran e compiacere i sauditi e che ha usato il Ypg solo per i suoi comodi.
Così, mentre Iran, Russia e la Turchia di Erdogan trattano sul futuro della Siria e sono comunque uniti nel voler liquidare Ypg, Ypj e Forze siriane democratiche (e quindi normalizzare il Rojava, ossia la regione siriana a forte presenza curda che reclama autonomia) al momento c'è solo un'apertura della Francia di Macron a sostegno dei curdo-siriani
Così Trump ha ordinato ai leader militari Usa di prepararsi al ritiro delle truppe americane dalla Siria ma non ha fissato una data. L’anticipazione del Wp, che aveva citato un alto dirigente dell'amministrazione dopo l'incontro di ieri con i vertici della sicurezza nazionale è stata confermata dalla Casa Bianca.
Il tycoon non intende prorogare la missione Usa oltre la distruzione dell'Isis e si aspetta che altri Paesi, in particolare i Paesi Arabi della regione, si assumano l'onere di ricostruire le aree stabilizzate, mandando anche loro truppe se necessario.
Durante la riunione il miliardario ha sottolineato che i soldati statunitensi possono essere coinvolti negli attuali addestramenti per le forze locali per garantire la sicurezza nelle aree liberate dall'Isis.
Rohani vuole l’esercito siriano nelle zone siriane a maggioranza curda
L'esercito siriano dovrà essere l'unica forza con truppe sul campo ad Afrin e nelle aree a est di Damasco: lo ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani, come riporta l'agenzia di stampa Dpa. Il riferimento di Rohani è ad aree della Siria parzialmente o totalmente sotto il controllo delle truppe turche, nel primo caso, e dei ribelli, nel secondo.
"Uno sviluppo costruttivo - ha detto Rohani durante il vertice ad Ankara con i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan - sarebbe il ritiro di tutte le truppe da Afrin e dalle aree est di Damasco". Nel suo discorso, rilanciato dall'agenzia di stampa iraniana Isna, il leader iraniano non ha mai citato esplicitamente la Turchia.
"Il rispetto per il governo e per l'integrità territoriale della Siria è un requisito per la pace e la stabilità del Paese", ha insistito Rohani.