L'Algeria contro il radicalismo islamico: l'esercito neutralizza un commando jihadista

Sul terreno sono rimasti 6 uomini del Califfato, insieme al loro armamentario: 5 fucili mitragliatori tipo Kalashnikov, 1 mitragliatrice leggera RPK, munizioni

In Algeria neutralizzata una cellula jihadista dall'esercito

In Algeria neutralizzata una cellula jihadista dall'esercito

Diego Minuti 31 luglio 2017

Nuovo durissimo colpo delle forze speciali algerine contro il terrorismo jihadista. Unità dell'esercito, oggi, hanno intercettato e ''neutralizzato'' (la definizione usata dalle autorità per dire che i terroristi sono stati uccisi) un intero commando di jihadisti, sorpreso nella zona di Safsafa (nella wilaya – come vengono chiamate le province algerine – di Tipaza), un'area costiera il cui territorio lambisce la foresta di Erromane dove presumibilmente l'azione si è svolta.


Sul terreno sono rimasti i cadaveri di sei jihadisti, insieme al loro armamento: cinque fucili mitragliatori tipo Kalashnikov, una mitragliatrice leggera RPK, munizioni ed altri oggetti non specificati, ma che probabilmente erano gli strumenti di comunicazione usati per tenere i contatti con altri gruppi terroristici che agiscono nella zona.


Quindi accanto agli ormai tradizionali mitragliatori copie del Kalashnikov i soldati hanno trovato anche una mitragliatrice leggera e questa è una cosa abbastanza inusuale. La RPK – come si capisce 'decrittandone' l'acronimo: Ruchnoy Pulemyot Kalashnikova - : è un'altra creatura di Michail Kalashnikov, pensata per dotare l'esercito sovietico di un armamento standard. È un' arma temuta perché ha una gittata che può arrivare a mille metri, con una capacità di 600 colpi al minuto ed un trepiedi che la rende micidiale.


Dal 23 luglio ad oggi le unità speciali dell'esercito algerino (si tratta dell'elite delle forze armate), nel territorio della wilaya di Tipaza hanno già 'neutralizzato' otto terroristi di matrice islamica, proseguendo in una guerra al radicalismo musulmano armato che dura da oltre venticinque anni, con un bilancio spaventosamente pesante in termini di vite umane, ma anche per i costi economici che la lotta al terrorismo impone.


Le forze armate dell'Algeria (maggiore potenza regionale e, in un certo senso, elemento equilibratore soprattutto dopo la tragedia libica) sono destinatarie di ingentissime risorse economiche, che non sono solo legate alla lotta al terrorismo, ma anche al peso politico che da sempre hanno nel Paese. Tanto che dalle sue file sono usciti tutti i presidenti della repubblica, con la sola significativa eccezione di Ahmed Ben Bella, fatto uscire presto di scena (1963-1965) e sostituito da Houari Boumedienne.