Chelsea Manning prima apparizione in tv: non sono un traditore

Il soldato che sta cambiando sesso: "la terapia ormonale mi ha tenuta viva, mi ha permesso di continuare a combattere

Una manifestazione per Chelsea Manning

Una manifestazione per Chelsea Manning

globalist 9 giugno 2017

Una delle prime uscite pubbliche, profondamente diversa da come ce la ricordavamo: dopo sette anni di prigione, il mese scorso Chelsea Manning è tornata in libertà, grazie alla decisione di Barack Obama di concederle la clemenza. Per la prima volta si è mostrata in una intervista esclusiva al network americano Abc, di cui sono stati diffusi alcuni estratti. Manning spiega perché ha consegnato centinaia di documenti classificati sulla guerra in Iraq a WikiLeaks, racconta il periodo del carcere, i due tentati suicidi e la cura ormonale per cambiare sesso. "Sono solo io", ha detto Manning alla giornalista che le chiedeva chi fosse veramente, un traditore della patria o un eroe.
È stata la prima volta in cui parlava davanti a una telecamera, facendo sentire la sua voce e mostrando il suo corpo, anche se nelle scorse settimane aveva pubblicato una sua foto su Instagram, mostrando per la prima volta il suo cambiamento. "Accetto la responsabilità, nessuno mi ha chiesto di farlo, è colpa mia", ma "non ho provocato una minaccia alla sicurezza nazionale. Avevo una responsabilità davanti ai cittadini. Tutti hanno una responsabilità", ha detto Manning ad Abc.
"La terapia ormonale mi ha tenuta viva, mi ha permesso di continuare a combattere e a eliminare il pensiero che fossi nel corpo sbagliato", ha detto Manning. Grazie, ho avuto la mia possibilità, è quello che voglio, questa è la mia possibilità", ha detto mandando un messaggio all'ex presidente americano Obama. Manning - che ha passato mesi in isolamento - ha lottato (e ottenuto) il trattamento ormonale.
Manning, nata Bradley, è stato il soldato dell'esercito americano che ha scontato sette anni di pena nella prigione militare di massima sicurezza di Fort Leavenworth, Kansas, per aver fornito decine di migliaia di documenti riservati sulle operazioni americane in Iraq a Wikileaks, e che in carcere ha iniziato la transizione per cambiare sesso e diventare donna.
Sarebbe dovuta uscire nel 2045, ma si è vista commutare la sentenza da Barack Obama: prima della fine del suo secondo mandato, il presidente ha stabilito che la pena di Manning (che in prigione aveva tentato due volte il suicidio e aveva presentato domanda di clemenza lo scorso novembre) fosse durata abbastanza. Obama non ha tuttavia concesso il perdona presidenziale a Manning.