Mps, Viola e Profumo rinviati a giudizio: sono accusati di aggiotaggio e falso in bilancio

Gli ex vertici della banca a processo il 17 luglio sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria. La procura aveva chiesto il proscioglimento

Fabrizio Viola e Alessandro Profumo

Fabrizio Viola e Alessandro Profumo

globalist 27 aprile 2018

Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, ex ad e presidente del Monte dei Paschi dei Siena sono stati rinviati a giudizio a Milano con l'accusa di aggiotaggio e falso in bilancio nel filone sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria.
Anche la banca, imputata per effetto della legge 231 sulla responsabilità delle società, è stata rinviata a giudizio. I legali di Viola e Profumo hanno preferito non commentare. Lo scorso 6 aprile, il pm milanese Stefano Civardi aveva chiesto il proscioglimento sia di Viola che di Profumo. Il processo inizierà il prossimo 17 luglio.
Insieme agli ex vertici di Mps è stato rinviato a giudizio Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale, per cui è però caduta l'accusa di aggiotaggio. La vicenda giudiziaria è uno stralcio della storia senese, riguardante la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate con Deutsche Bank e Nomura.
Profumo, ex presidente di Mps, è attualmente ad di Leonardo, indicato un anno fa dal governo uscente guidato da Paolo Gentiloni. Viola ha annunciato proprio oggi che sarà presidente della nuova banca che nascerà dalla riorganizzazione di Nexi (CartaSì).