L'Italia? Non è un Paese per donne: sfruttate, mal pagate e con pensioni da fame

Siamo all'82esima posizione (su 144) in fatto di eguaglianza di genere. Il 21% delle italiane non ha un conto corrente, il 41,2% ha una paga più bassa dei colleghi maschi

Donne sempre più maltrattate rispetto agli uomini

Donne sempre più maltrattate rispetto agli uomini

globalist 2 novembre 2017

Le pari opportunità tra donne e uomini restano un miraggio: per il 2017 il nostro Paese è in 82esima posizione su 144 totali in fatto di uguaglianza di genere. Solo l'anno scorso eravamo in 50esima posizione e nel 2015 sul gradino 41 della rapporto "Global Gender Gap Index 2017" elaborato dal World Economic Forum. A essere prese in considerazione sono state le disparità sul lavoro, sia in termini di partecipazione sia di salari, la rappresentanza politica e la salute.


I numeri parlano più chiaro di tante analisi sociologiche, a volte. Leggete qui: in Italia il 50% delle donne dichiara un reddito inferiore al partner, il 41,2% delle donne sostiene di gestire il bilancio familiare, ma in realtà gestisce le spese quotidiane, mentre le spese straordinarie e gli investimenti sono appannaggio degli uomini. Non solo circa il 21% delle donne italiane non ha accesso ad un conto corrente e il 9% non ha neanche un conto corrente di tipo familiare, ciò significa che non hanno un bancomat o una carta di credito, e quindi dipendono interamente dal proprio partner o dai propri genitori nella gestione del denaro". E' quanto emerge da una indagine, affidata dal Museo del Risparmio di Torino a Epistemel.


Il caso pensioni: La maggioranza dei pensionati, lo scorso anno, erano donne (52,7% del totale) ma le pensioni percepite mensilmente dalla popolazione femminile sono sensibilmente più basse rispetto a quelle maschili: 1137 euro contro 1592 euro di media.Si parla, quindi, di 455 euro al mese. Tra le donne, inoltre, il 47,6% del totale ha redditi che non arrivano a 1000 euro mentre la quota delle pensioni degli uomini che non arrivano a quella cifra è il 29,6%.Sempre tra le donne, sottolinea il rapporto dell’Istat, 16 ogni 100 non percepiscono alcun reddito da pensione (tra gli uomini su ogni 100 solo 3 non percepiscono pensione) se si escludono “i percettori di sole pensioni ai superstiti, per le donne il tasso di copertura scende al 74% con un gap di genere che sale a 23 punti percentuali”.


Un Paese arretrato: in  Italia il gap di genere quest'anno risulta chiuso al 69% contro il 72% del 2016. Il principale motivo dell'arretramento sta nel maggiore divario nella rappresentanza politica, principalmente in relazione alla presenza di donne al governo (29esima da decima). Nella salute, il divario, pur restando minimo, si è un po' allargato rispetto al 2016 ed è bastato a far precipitare l'Italia dalla 77esima alla 123esima posizione. Tra i dati spicca quello dell'attesa di vita in salute, che per le donne è calata a 73,7 anni dai 74 anni del 2016, mentre per gli uomini è salita a 71,8 anni da 71.