Google non ci sta: impugnata la multa da 2,4 miliardi di euro per abuso di posizione dominante

Depositato il ricorso, ma non ancora resi noti i contenuti. L'azienda americana decisa a difendersi in tutte le sedi

Google

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globalist 12 settembre 2017

Il gigante americano di Internet Google ha impugnato la multa, di circa due miliardi e 400 milioni di euro, che gli è stata inflitta dall'Unione europea nello scorso giugno per abuso di posizione dominante.
Google, confermando di avere già depositato il ricorso, non ne ha ancora resi noti i contenuti, precisando soltanto che è fortemente determinata a difendersi da una accusa che ritiene non fondata.
Il ricorso, comunque, non sospende l'efficacia della sanzione. Quindi Google dovrà comunque pagare l'ammontare della multa, in attesa che, entro due anni, l'impugnativa venga presa in esame.
Google, in ogni caso,  ha già fatto pervenire all'Ue le sue proposizioni per mettere fine a comportamenti e pratiche che l'Unione Europea ritiene contrari alla concorrenza.
«Google – ha detto la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager – è all’origine di un grande numero di prodotti e servizi innovativi che hanno cambiato la nostra vita. Ciò è positivo. Ma la sua strategia relativa al servizio di confronto dei prezzi non si è limitata ad attirare clienti, rendendo i suoi prodotti migliori di quelli dei suoi concorrenti. Google ha anche abusato della sua posizione dominante sul mercato dei motori di ricerca, favorendo il proprio servizio».
La sanzione nasce da Google Shopping, con il quale la società offre ai propri utenti un servizio che confronta i prezzi dei prodotti che vengono cercati in rete. Il servizio Google Shopping è al primo posto, relegando più in basso nella pagina gli altri servizi di confronto tra i prezzi sul mercato. Il servizio di confronto genera per il portale proventi da pubblicità e commissioni.