"Derby indiano" ad Arcelor Mittal, l'Ilva è sua

Offerti due milioni di euro, sbaragliata la concorrenza di Jindal. Al ministro Calenda, che convoca i sindacati, l'ultima parola. L'ombra della posizione dominante (che l'azienda smentisce)

Lo stabilimento Ilva di Taranto agli indiani di Arcelor Mittal

Lo stabilimento Ilva di Taranto agli indiani di Arcelor Mittal

Fulvio Colucci 26 maggio 2017

Alla multinazionale Arcelor Mittal va il "derby indiano" sull'Ilva. Il Gruppo alla testa della cordata composta con Marcegaglia e Banca Intesa ha sbaragliato gli avversari di Jindal South West Steel (alleati con Arvedi, Cassa depositi e Prestiti e la holding finanziaria del Gruppo Del Vecchio). Due milioni di euro sul piatto (circa 600 in più degli avversari secondo alcune voci) e due piani, quello ambientale e quello industriale ritenuti più coinvicenti di commissari governativi dello stabilimento siderurgico.


Proprio loro, Piero Gnudi, Enrico Laghi, Enrico Carrubba, hanno consegnato al ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, cui spetta l'ultima parola, la graduatoria stilata dopo l'esame delle offerte. Calenda ha convocato martedì prossimo al Mise i sindacati dei metalmeccanici (Fiom, Fim e Uilm) e quelli confederali (Cgil, Cisl e Uil) per comunicare loro la decisione.


Il contratto d'acquisto della più grande acciaieria d'Europa diventerà operativo solo fra 30 gorni. Nel frattempo, al vaglio dell'antitrus europeo, la posizione di Arcelor Mittal. L'acquisto dell'Ilva potrebbe far sforare quel 40 per cento che è il tetto previsto dalle norme sulla concorrenza. Arcelor sarebbe costretta e cedere alcuni impianti europei, ma il Gruppo ha smentito possa verificarsi simile condizione.