Addio Giorgio Bubba, voce e volto da Genova di 90° minuto

Era uno dei pilastri della storica trasmissione sul calcio. Cronista di razza era stato minacciato dalle Brigate rosse. Quando a Sanremo cantò un gruppo col suo nome

Giorgio Bubba

Giorgio Bubba

E così anche Giorgio Bubba “da Genova” protagonista di tante corrispondenze domenicali di 90° minuto dal capoluogo della Liguria se ne è andato. Era uno dei pilastri di quella celebre trasmissione che portava i gol in salotto e che ha fatto la storia della televisione per i suoi giornalisti e soprattutto per il loro modo di raccontare il calcio. 


Una triste notizia nella settimana del derby della Lanterna e che arriva dopo la morte di Luigi Necco. Aveva 81 anni ed era proprio come altri suoi colleghi di quel mitico programma, un cronista di razza e di lungo corso.


Nella sua carriera nella sede Rai di Genova, si era occupato infatti di cronaca, a cominciare dal rapimento del Giudice Sossi, tanto da essere minacciato dalle Brigate Rosse, per proseguire con la tragica vicenda della tredicenne Milena Sutter e del suo carnefice “il biondino della spider rossa” .


Ma si occupava anche di Sanremo per i Tg dell’emittente di Stato e proprio sul palco dell’Ariston aveva ricevuto un omaggio da un gruppo rock demenziale guidato da Mauro Pagani e Franz Di Ciocco ex Pfm e dai comici Sergio Vastano ed Enzo Braschi che si presentarono alla kermesse come I Figli di Bubba con la canzone “La valle dei Timbales”, anche se poi la citazione del volto noto televisivo venne poi fatta passare dai cantanti come nome di un fantomatico profeta.


Competente di calcio e dalla voce pastosa, dai suoi tele racconti addolciti con una leggerezza da gran signore ed un intelligenza da uomo di mondo, non faceva trasparire alcun tifo o passione particolare, non a caso i tweet del Genoa e della Sampdoria che lo salutano con affetto, ne celebrano la bravura e la vicinanza a prescindere verso la le loro squadre. Era insomma il punto di riferimento di tutti quelli che amavano il calcio giocato allo stadio Luigi Ferraris, magari ricorrendo anche lui a metafore eccessive ma che ben si allineavano a un mondo del pallone che purtroppo non esiste più.


Ed ora che anche il simpatico “Giorgio Bubba da Genova” se ne è andato, ci piace immaginare che quel teatrino che appassionava gli italiani piazzati in poltrona davanti la tivù quando non esistevano le pay e le private a documentare minuto per minuto le vicende del calcio, si stia riproponendo lassù con il grande Paolo Valenti, Tonino Carino “da Ascoli”, Marcello Giannini “da Firenze” e Luigi Necco “da Napoli” per narrare le partite del cielo di tanti campioni che hanno fatto grande il gioco più bello del mondo e che non ci sono più.