Stelle di neutroni, così il magnetismo dura milioni di anni

Uno studio su Astrophysical Journal getta una nuova luce sull’evoluzione dei campi magnetici all’interno delle stelle di neutroni, le ‘trottole’ del cosmo

Rappresentazione artistica di una stella di neutroni

Rappresentazione artistica di una stella di neutroni

Una forza magnetica così intensa da sopravvivere per milioni di anni. Secondo una nuova ricerca, è quella sprigionata dalle stelle di neutroni, corpi celesti massicci di piccole dimensioni ma densità molto elevate. Lo studio, pubblicato su Astrophysical Journal, mostra per la prima volta che l’evoluzione dei campi magnetici all’interno delle stelle di neutroni può creare punti incredibilmente energetici, in grado di continuare a esistere anche dopo il decadimento magnetico complessivo della stella.


Quando un astro massiccio consuma tutto il suo combustibile nucleare e collassa su se stesso in un’esplosione di supernova, in alcuni casi può avere origine una stella di neutroni. Vere e proprie ‘trottole’ naturali, tali oggetti celesti possono arrivare a ruotare attorno al proprio asse fino a 100 volte al secondo: questo genera appunto un campo magnetico molto potente. Il nuovo studio, presentato oggi all’European Week of Astronomy and Space Science a Liverpool, ha utilizzato simulazioni informatiche per comprendere in che modo i campi magnetici crescono all’interno delle stelle di neutroni.


“Una stella di neutroni appena nata – spiega Konstantinos Gourgouliatos della Durham University e prima firma dell’articolo – non ruota in modo uniforme, ma varie parti di essa si muovono a velocità differenti. Questo amplifica e dilata il campo magnetico dentro la stella in un modo che ricorda un gomitolo di lana. Attraverso le simulazioni, abbiamo scoperto che gran parte di questo campo magnetico è instabile, e forma punti in cui l’energia è molto più intensa rispetto al resto: è come se nel filo si creassero dei nodi.” Le simulazioni mostrano che gli hotspot magnetici (immagini in basso) possono generare campi di energia fino a 10 miliardi di Tesla, e che questa energia è in grado di sopravvivere diversi milioni di anni. Una scoperta che getta una nuova luce sull’evoluzione delle stelle di neutroni, e che potrebbe aiutare a spiegare lo strano comportamento di alcune magnetar, le cui emissioni energetiche sono ancora misteriose.