Spike Lee a Cannes attacca Trump: "Il razzismo è negli Usa ma anche in Europa"

L'autore presenta a Cannes l'applaudito “Blackkklansman”. Attacca Trump e ai giornalisti dice: "Come trattate in Europa arabi e migranti?"

Spike Lee

Spike Lee

Gli Stati Uniti si fondano su genocidi e schiavitù. Ma anche voi in Europa non state tanto bene, pensate a come alcuni leader politici trattano i migranti. Spike Lee passa a Cannes con “Blackkklansman”, film che ottiene applausi finali in sala, e in conferenza stampa conferma di restare sempre attivo e attento alla politica. Contro razzismi e destre.


Il film in concorso si basa sulla storia vera, e sul relativo libro, di un poliziotto afroamericano (Ron Stallworth , interpretato da John David Washington che fu Malcolm x nel film di Spike del 1992, con il bianco ebreo Adam Driver come alter ego) che si infiltra nel Ku Klux Klan per combattere l’organizzazione razzista. Solo che, ovviamente, deve superare l’ostacolo di essere nero.


Lee definisce il presidente Trump “motherfucker indagato e votato, figlio di … che sta alla Casa Bianca” senza nominarlo. Per il regista i razzisti del Ku Klux Klan non puntano solo ai neri, “gli ebrei sono i secondi della lista”. E avvisa i giornalisti europei: “Quanto avete visto (nel film, ndr) non riguarda solo noi americani, anche voi europei avete parecchia di merda da gestire. Non siete messi meglio, basti pensare a come trattate arabi e migranti. Il razzismo è un fenomeno mondiale. E questo film ha solo la voglia di far aprire gli occhi alla gente".