Paoli su Villaggio: "Alla fine ha perso l'allegria, per questo rimpiango il Paolo giovane"

Gino Paoli racconta dell'amico Villaggio, mentre la serata in suo omaggio il 21 settembre. Ma il suo ricordo è legato alla giovinezza di Paolo

Paolo Villaggio e De André

Paolo Villaggio e De André

GdS 13 settembre 2017Giornale dello Spettacolo

In vista della serata del 21 settembre, prevista a Genova, Gino Paoli ricorda il Paolo Villaggio conosciuto da giovane, l’amico che lo divertiva con naturalezza e lo faceva ridere con poco: leggero come possono esserlo solo i ragazzi.


"Paolo Villaggio lo ricordo giovane, quando era molto allegro e era uno dei tre sfigati che si vedevano davanti al cinema Olympia": inizia così il racconto di Gino Paoli sull'amico Paolo Villaggio. "Uno degli sfigati era Fabrizio De Andrè, amministratore di una scuola di suo padre a Bolzaneto. Poi c'era Paolo che lavorava all'ufficio assunzioni dell'Italsider e Fontana che vendeva enciclopedie e dispense di cucina sulle alture di Genova. Allora inventava storie bellissime come 'La contessa vien dal mare', successo zero. Poi si è messo a parlare di cacca e sesso e tutti ridevano. 'Vedi, al pubblico devi dare quel che ti chiede', diceva lui. Poi lo ha scoperto Enzo Trapani. A 40 anni è diventato un vip ed è impazzito", dice Paoli.


"Ma se si hanno radici solide poi ci si riprende e si torna alla normalità - continua Paoli - E lui si è ripreso, ma ha perso l'allegria per vicende drammatiche personali. Per questo è quello giovane il Villaggio che rimpiango", conclude Paoli.