Torna in pubblico il Giotto ferito dalla mafia

A Firenze in prestito al Museo dell'Opera del Duomo una Madonna in trono che fu danneggiata dall'attentato dei Georgofili nel 1993

Giotto, particolare dalla Madonna di San Giorgio alla Costa, foto Antonio Quattrone

Giotto, particolare dalla Madonna di San Giorgio alla Costa, foto Antonio Quattrone

redazione 13 febbraio 2018Culture

Non per parafrasare Baglioni che è sulle stelle per Sanremo, ma questo dipinto è un piccolo grande capolavoro. La Madonna in trono con Bambino che vedete nella foto con questo articolo l’ha dipinta Giotto (ormai è acclarato, gli studiosi sono d’accordo) ed è una “Maestà”, ovvero appunto una rappresentazione di Maria con il piccolo Gesù come una regina. Questa piccola tavola nella notte fra il 26 e 27 maggio fu danneggiata dalle conseguenze dell’autobomba collocata da mafiosi sotto gli Uffizi a Firenze e che massacrò cinque persone, tra cui una famiglia intera con una bambina di neppure due mesi di vita. Il dipinto era nel Museo diocesano di Santo Stefano in Ponte. Che è tuttora chiuso per cui lo ha prestato al Museo dell’Opera del Duomo dove possiamo quindi vedere questa “Madonna di San Giorgio alla Costa”, come viene chiamata la piccola tavola.



Tempera e oro su tavola, l’opera presenta ancora le lesioni causate da una scheggia nella veste dell’angelo a sinistra. “Ritenuta per lungo tempo perduta, dagli anni 1930 alcuni studiosi identificarono questa Madonna col Bambino con la tavola menzionata dal Ghiberti e dal Vasari come opera di Giotto per la chiesa di San Giorgio alla Costa. Manomessa nel primo Settecento per adattarla agli arredi della chiesa in ristrutturazione, nel Novecento l’opera fu trasferita al Museo Diocesano presso la chiesa di Santo Stefano al Ponte a Firenze, danneggiato a sua volta dalla strage mafiosa del 1993 e chiuso al pubblico per motivi di adeguamento alle vigenti normative museali”, scrive il museo del Duomo che conta 750mila visitatori l’anno. Giotto la dipinse probabilmente nell’ultimo decennio del XIII secolo.