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Arte e cultura

Come si diventa Pablo Picasso

Alla Courtauld Gallery di Londra, una mostra sul primo periodo parigino. Quando il genio spagnolo dipingeva anche tre quadri al giorno per ritagliarsi un ruolo di primo piano

Eleonor Purring
domenica 31 marzo 2013 11:36

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Eleonor Purring, Londra

Ritratto del genio da giovane. Racconta l'arrivo del pittore spagnolo all'inizio del XX secolo nella capitale francese la mostra "Diventare Picasso: Parigi 1901" aperta fino al 26 maggio alla Courtauld Gallery di Londra, (uno spazio che si va sempre più segnalando per iniziative di qualità).
Esuberante, determinato e con lo stomaco perennemente, Picasso si tuffò nella vita bohemién di Parigi. Lavorando febbrilmente giorno e notte, al ritmo di due o tre quadri al giorno nel suo studio di Montparnasse. Puntando ad avere una forte presenza nella collettiva organizzata dal collezionista francese Ambroise Vollard, protagonista anni dopo, anche come soggetto ritratto, della rivoluzionaria fase cubista di Picasso.
Intanto, però, per presentarsi sulla scena parigina l'artista spagnolo prese lo stile e le immagini di Van Gogh, Lautrec, Degas e Gauguin, ricreandole liberamente. Il risultato fu un immediato successo di critica. Ma quello fu anche il punto di svolta per Picasso che, invece di costruire la sua nuova reputazione per il colore e il piglio febbrile, avrebbe di lì a poco sviluppato una tavolozza più introversa e cupa inaugurando il suo periodo blu. Una svolta a trecentosessanta gradi, come spesso accadde nella carriera di Picasso, che peraltro gli portò un risicato successo commerciale. Questa mostra londinese permette di fermarsi un attimo prima, di osservare in modo più approfondito quale fu il laboratorio, la fucina creativa, che permise a Picasso di fare il grande salto. Ecco dunque in mostra dieci dei sessanta dipinti che componevano l'esposizione originale targata Vollard.

Accomunate da un furia creativa che le fa sembrare affrettate, sono tele che sorprendono per la fiducia in se stesso e nei propri mezzi che Picasso, giovanissimo, già mostrava. Basta vedere il ritratto di Nani (La Nana), che combina il colore di Lautrec con un esplicito richiamo al nano di Velázquez. L'espressione del volto di Nani ostenta una sfrontatezza quasi feroce in cui già si intravede il Picasso maturo. La messa a punto di uno stile assolutamente personale balza agli occhi in particolare nella sala centrale della Courtauld Gallery: sulla medesima parete sfilano quattro capolavori che raramente sono usciti dalla Russia e dagli Stati Uniti, dove sono conservati.
Ecco il Bambino con una colomba, un tempo di proprietà di Samuel Courtauld, e il celebre Arlecchino, ma anche ritratti spietati di bevitori di Assenzio, dove per la prima volta s'incontra quel tono introspettivo e malinconico che avrebbe caratterizzato il periodo blu. Ma non meno potente è il ritratto bruciante e drammatico del poeta Carles Casagemas in primo piano nella bara. Amico stretto di Picasso - anche lui emigrato dalla Spagna - il giovane si suicidò nel 1901. Picasso tenne per lungo tempo con sé questo quadro, conservandolo nel proprio studio, fino al 1960.



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