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Più ricchi perché diversamente ricchi

Una società fondata su di un modello opposto a quello liberista oggi dominante. In libreria per Castelvecchi, il nuovo saggio di Carlo Patrignani sul pensiero di Riccardo Lombardi

venerdì 3 agosto 2012 12:05

Carlo Patrignani, giornalista e scrittore
Carlo Patrignani, giornalista e scrittore

«Se l'Europa si fa sulla base del modello americano il mondo, nel suo complesso, non potrà sopportare questo; e non politicamente ma per ragioni biologiche di vita. O si segue, con tutte le cautele, le prudenze e la gradualità del caso, un modello diverso, opposto, oppure andremo incontro a crisi economiche e politiche per cui la costituzione di una unità europea potrà diventare addirittura un fatto nocivo». Quando Riccardo Lombardi pronunciava queste parole durante un intervento alla Camera dei deputati, l'oligopolio di un nucleo ristretto di banche d'affari nate e cresciute negli Stati Uniti - come inevitabile evoluzione dell'"idea capitalista del secondo Novecento - non aveva ancora prodotto la più spaventosa crisi economico-finanziaria mondiale dai tempi di quella che nel 1929 "concorse" a gettare le basi del conflitto che sconvolse l'intero pianeta. Era il 5 aprile 1973, c'era l'austerity causata dalla crisi petrolifera, ma nulla in confronto a ciò che 35 anni dopo i perversi meccanismi finanziari "inventati" dagli squali di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Merrill Lynch, per fare soldi senza soldi e scommettendo sulla povertà altrui (derivati, sub-prime), avrebbero determinato su scala globale, decidendo sul destino non solo delle Borse, ma anche dei singoli Stati quindi sulla vita delle singole persone.

Senza nemmeno lontanamente immaginare il crollo della Grecia e la devastante crisi di Spagna e Italia, Lombardi già indicava il pericolo e la soluzione per evitarlo, quando parlava di «una società più ricca perché diversamente ricca». Ma erano molti a sostenere si trattasse di una idea utopica. Quelle stesse parole oggi diventano, grazie al naturale sviluppo nella distinzione mai fatta dalla Sinistra tra bisogni ed esigenze umane, il progetto culturale per un modello di società diverso non fondato cioè su di un ritmo vitale regolato da denaro, guadagno facile, business, consumismo sfrenato, e caratterizzato dall'individualismo malato assoluto foriero di derive xenofobe e razziste. Protagonista del rilancio di questo progetto culturale è indubbiamente il giornalista Carlo Patrignani autore del libro Diversamente ricchi - L'Utopia socialista di un progetto culturale per un modello di società diverso, uscito per Castelvecchi editore. Patrignani, profondo conoscitore dell'idea di Lombardi (come dimostra in Lombardi e il Fenicottero, il suo primo libro firmato per L'Asino d'oro edizioni), se ne fa portatore. Ne esalta l'originalità e, soprattutto, la profonda laicità. Cosa, questa, che la rende unica - specie nel panorama politico italiano -, e aiuta a capire perché sia sopravvissuta al crollo del comunismo e alla crisi d'identità della socialdemocrazia continentale.

Ecco allora, a testimonianza dell'attualità e dell'indiscussa validità del pensiero lombardiano, che - come l'autore racconta a BabylonPost - le presentazioni di Lombardi e il Fenicottero diventano occasione di profondo dibattito con economisti, esperti, studiosi, pensatori, sindacalisti e politici estimatori di Lombardi sul senso e sul significato dell'idea di "società diversamente ricca". Una società più ricca di quella attuale perché trae la sua forza dalla sottesa impalcatura teorica: l'incompatibilità del «suo» socialismo eretico con il capitalismo - divenuto troppo costoso per l'umanità intera e perciò da riformare radicalmente - e con il neoliberismo, dal momento che entrambi prescindono dalla società, dalle persone e dalla necessità specificamente umana di realizzare ciascuno la propria "originale" identità nel rapporto con gli altri. «L'idea di scrivere il seguito del mio primo libro su Lombardi - racconta Patrignani - è nata nell'autunno del 2011, dopo due seguitissime presentazioni al Parlamento europeo e alla Progressive Convention del Partito socialista europeo. Mi sono ritrovato per le mani i contributi autorevoli Martin Schulz, Gianni Pittella, Catherine Trautmann, Stefano Fassina, Susanna Camusso, Giorgio Ruffolo, Paolo Leon, Shyn McCallum, Alessandro Roncaglia ed altri. Raccoglierli in un testo per dare forma a un progetto di società alternativo e opposto a quello oggi dominante è stato un fatto naturale».



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