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Arte e cultura

Luigi Prestinenza Puglisi: l'arte delle cose semplici

Come dare nuovo impulso alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano? Lo storico dell'architettura Luigi Prestinenza Puglisi risponde ad Alessio Ancillai.

Lo Stato dell'Arte
domenica 3 agosto 2014 10:47

L'architettura che verrà, meeting organizzato a Selinunte (Tp) dalla Associazione italiana di architettura e critica
L'architettura che verrà, meeting organizzato a Selinunte (Tp) dalla Associazione italiana di architettura e critica

Dalla introduzione di Alessio Ancillai: ....Se avesse in mano le chiavi del ministero dei Beni culturali o di un assessorato o di una soprintendenza e se le dicessero che la rinascita del Paese o della sua città dipende dall'Arte e dalla capacità di tutelare e far emergere il talento dei nostri artisti contemporanei, da dove inizierebbe a intervenire? Ed in particolare, per risolvere il "caso clinico" di Roma cosa proporrebbe?

LUIGI PRESTINENZA PUGLISI
Francamente, dubito che il comune di Roma riesca a fare qualcosa per stimolare la cultura nella Capitale. Per due ragioni: perché è incapace da sempre di fare scelte coraggiose frammentato come è in una marea di piccoli centri operativi e decisionali che vanificano ogni scelta del Sindaco e degli assessori e perché ci sono troppe poche risorse e con queste si crede che si possano gestire un numero spropositato di iniziative. L'esempio del Macro vale per tutti: che senso aveva tentare un duplicato del Maxxi - il quale già va male per conto suo- quando due musei di arte contemporanea li riesce a gestire a mala pena una città come Parigi che ha ben altre tradizioni e dedica alla cultura molte più risorse?

Cosa fare? O pensare in grande o pensare in piccolo, ma alla grande. Se si vuole pensare in grande, occorre investire in un paio di iniziative al massimo, gestendole con adeguati personaggi e adeguate risorse. E poi sperare che queste facciano da traino ad altre. Se si vuole pensare in piccolo, ma alla grande, occorre fare lavoro di stimolo, promozione e valorizzazione di tutte le migliori iniziative che vengono dal basso, offrendo spazi e opportunità. Non offrire risorse economiche ma servizi, spazi, pubblicità, velocità nel disbrigo di incombenze burocratiche. Con la mia associazione, l'Associazione italiana di architettura e critica, lavoriamo meravigliosamente a Selinunte non perché riceviamo finanziamenti ma perché il comune ci offre disponibilità, luoghi, semplicità. E per questa ragione non lavorerei mai a Roma, dove invece vedo tutto complicato. Ecco perché punterei su questa seconda strada: del coinvolgimento, della semplificazione, della trasparenza. Sapendo però che un lavoro del genere non può essere coordinato da qualche burocrate incompetente e/o da qualche struttura fondata ad hoc per attingere a soldi pubblici.

Luigi Prestinenza Puglisi, docente di Storia dell'architettura contemporanea all'Università di Roma La Sapienza